8 Gennaio 2026
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Calabria

La metamorfosi delle idee. Dal circolo Gobetti di Catanzaro ai dirigenti comunisti: il ricordo di Franco Santopolo

La memoria di Franco Santopolo - agronomo innovatore, poeta e ricercatore delle radici popolari - emblema di una educazione sentimentale alla giustizia e alla libertà

Piero Gobetti (Gobetti (Torino, 19/6/1901 – Neuilly-sur-Seine, 16/2/1926) era un’antifascista liberale che morì, da esiliato in Francia, dopo una feroce aggressione da parte di una decina di manganellatori fascisti.

Dopo la caduta del fascismo nacquero in tutta Italia i circoli Gobetti che animarono l’attività culturale dei giovani del tempo. Uno di questi circoli sorse a Catanzaro per iniziativa di alcuni studenti della città.

Catanzaro, una generazione in formazione

Tra i frequentatori del circolo Gobetti di qua c’erano Gianni Amelio, Umberto Martino, Quirino Ledda, Sarino Maida, Franco Politano, Carlo Scalfaro, Marcello Furriolo, Mario Alcaro, Nuccio Marullo, Franco Santopolo e altri ancora. Quel circolo allevò tanti politici in erba che poi sarebbero diventati prevalentemente dirigenti comunisti. Tranne Gianni Amelio che scelse la strada esclusiva del cinema. Egli, insieme a Mimmo Rafele, curava, ogni martedì, il cineforum del Gobetti al Supercinema, stampando col ciclostile la sua critica che veniva distribuita ai partecipanti.

Perché tanti divennero comunisti?

Ma perché molti giovani, per non dire quasi tutti, che frequentarono il circolo Gobetti, che – ripetiamo – non era formalmente marxista, diventarono quasi tutti dirigenti comunisti? Intanto Gobetti rappresentava un esempio virtuoso perché era visto e vissuto come una sorta di barriera ideologica contro il pericolo di portare indietro l’orologio della storia. Da liberale eretico conosceva il marxismo al punto di coniugare liberalismo e giustizia. Tanti giovani colsero quella originalità e lo seguirono.

Franco Santopolo, un intellettuale poliedrico

Franco Santopolo, morto sabato scorso, fu uno di questi. Egli aveva un’intelligenza vivace ed eclettica, e, oggi, alcuni lo ricordano nel crogiolo culturale della città che, dopo averla lasciata, viveva in un paesino alle porte di essa. Valente e innovatore agronomo, Santopolo aveva molteplici interessi, a partire dalla poesia.

Pubblicò, insieme a Giuseppe Candido e Filippo Curtosi, “Francesco Barbieri. L’anarchico di Briatico e poi “Una vita rivoluzionaria”, (Edito da Non Mollare Edizioni, Roma, 2019, e “Il miele e la rosa” (Calabria Letteraria, 1986). E poi la riscoperta della storia di Rosina Lupia di Belcastro, poetessa-contadina, protagonista delle lotte per l’occupazione delle terre incolte del Marchesato Crotonese e dei territori ionici contermini durante l’ultimo dopoguerra.

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