7 Gennaio 2026
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Calabria

Il presidente della Conferenza dei sindaci vibonesi difende il Dca di Occhiuto sulla sanità: “C’è cambio di rotta”

Giordano sostiene che la Regione abbia finalmente riconosciuto lo squilibrio storico che penalizza Vibo Valentia. Parla di fondi incrementati e di un’inversione di tendenza

Il dibattito sulla sanità vibonese torna al centro dell’attenzione dopo l’emanazione del Dca n. 302 del 25 novembre 2025. A intervenire è il presidente della Conferenza dei sindaci, Salvatore Fortunato Giordano, che offre la propria lettura delle misure adottate dal governatore Roberto Occhiuto. “Dopo aver attentamente – scrive il presidente Giordano – esaminato la situazione e constato alcuni dati dobbiamo attentamente riflettere. E’ vero che la situazione sanitaria è critica, ma da un’attenta disamina di questo Dca, vengono fuori alcuni dati che, se attentamente valutati, e se non ci facciamo prendere dalla giusta spinta emotiva, ci consentono di tradurli in un filo di speranza, che noi abbiamo il dovere di prendere in esame e lavorare ancor di più perché la situazione migliori”.

La “speranza” secondo Giordano

“Voglio affermare – aggiunge – a gran voce che dobbiamo cogliere in questo Dca, dopo trent’anni e per la prima volta un dato fondamentale: il cambiamento di tendenza della regione nei confronti di Vibo Valentia. E’ infatti, a fronte di una ripartizione dei fondi per i servizi territoriali (a dire il vero quasi inesistenti su Vibo Valentia) oggi la Regione, proprio per il lavoro eseguito in prima linea dalla commissione straordinaria, ma spinto dalle iniziative dei Sindaci in primis e anche dalle associazioni ed Enti, riconosce ufficialmente che vi è squilibrio nei territori e provvede a incrementare le risorse per circa due milioni e mezzo all’anno che ci danno ora un budget anziché di 4 milioni e mezzo di oltre sette milioni.
Fondi sicuramente insufficienti ma che servono per consolidare i servizi oggi presenti e dare la possibilità di proiettarsi nel futuro con una sfida: lavorare affinché qui come altrove si creino nuove occasioni di sviluppo dei servizi territoriali e quindi drenare ulteriormente a favore di Vibo Valentia risorse che altrimenti vanno a finire altrove, recuperando squilibri creati dalle politiche del passato. Infatti, occorre sottolineare che lo squilibrio attuale, non è un prodotto dei nostri tempi, ma di quanto purtroppo avvenuto negli ultimi decenni, quando probabilmente tutti erano impegnati in altre faccende, più che a tutelare i diritti della sanità a Vibo Valentia”.

Vibo rischia di affondare, ma si invita alla fiducia

Nonostante gli ospedali vibonesi rischiano di ammainare le vele il presidente Giordano cerca di infondere fiducia: “Se andiamo attentamente a valutare la situazione cosa notiamo? Che Crotone ha un budget maggiore addirittura a Cosenza, ma non ci siamo chiesti il perché, mentre siamo pronti a confrontare Vibo Valentia a Crotone? Il perché è motivato dal fatto che in quel territorio di Crotone nei decenni passati la politica è stata capace di favorire la nascita e il consolidamento di strutture sanitarie all’avanguardia, che ancora oggi servono non solo il territorio vibonese e calabrese, ma anche pazienti di altre regioni.
Qui a Vibo Valentia – prosegue il numero uno della Conferenza dei sindaci – solo da qualche anno c’è un risveglio di alcune strutture, e che a mio modo di vedere vanno sostenute, che offrono servizi territoriali di qualità e che sono state effettivamente accreditate dalla regione e probabilmente, almeno fino a nuove definizioni, oggi, anche per questo aumento del budget, possono essere contrattualizzate e messe nelle condizioni di continuare a crescere e a offrire servizi al territorio. Oggi si parla di dieci milioni di divario rispetto a Crotone, ma non evidenziamo che a giugno si parlava di trentadue milioni mancanti all’Asp di Vibo Valentia rispetto al 2022”. I numeri sono numeri e i disservizi della sanità vibonese sono sotto gli occhi di tutti. Di fronte al disastro evitiamo di difendere i propri colori politici.

“Divari colmati” e criteri ignorati per trent’anni

“Quel divario – continua il presidente Giordano – è stato completamente colmato, con l’azione incisiva della Commissione e l’impulso dei Sindaci, mentre questi dieci milioni a cui oggi ci si appella sono riferibili a indici allora non tenuti in considerazione e riguardano esclusivamente i servizi territoriali, indici come la popolazione, mortalità, anziani e altre situazioni, che avrebbero dovuto essere correttamente applicati all’anno zero, cioè trenta anni fa, quando si è iniziato ad applicare questi criteri. Oggi dopo decenni appunto con una situazione negativa consolidata grazie anche alla carenza di servizi territoriali a Vibo, è positivo vedere che la presa di coscienza di tutti noi, con tutto quanto fatto, porta a un cambio di rotta.

Il DCA “abiurato” e la nuova interpretazione

Il Decreto tanto abiurato – commenta – da più parti ha quindi una lettura e luce diversa. E’ necessario quindi a mio modo, riportare il dibattitto alla verità e circostanziarlo storicamente con quanto avvenuto anche nel passato, altrimenti si rischia di confondere la gente comune che vive da decenni situazioni negative dovute a politiche clientelari che hanno minato il nostro territorio. E’ chiaro che il grido d’allarme deve essere colto, ma è anche vero che bisogna tener conto e riconosciuto che oggi finalmente la Regione, sulla spinta propulsiva dei Sindaci, che ringrazio tutti per quanto fanno nei loro territori, ottiene per la prima volta il riconoscimento ufficiale di zona di squilibrio e quindi una maggiorazione dei fondi, sebbene ritenuta non sufficiente. Fino a ieri questi problemi non erano mai stati sollevati, oggi invece Vibo come richiesto è focalizzata insieme a Reggio dalla Regione come zona di crisi sanitaria, e questo è un primo passo per migliorare la situazione. Questo Dca quindi non deve essere licenziato come una volontà di chiudere la Sanità del Vibonese, quanto un provvedimento che conferma ufficialmente lo stato di crisi e inizia a porre le basi affinché tutti noi con il nostro lavoro e con il lavoro della Commissione e di tutti gli stackeholder si lavori per incrementare i servizi e quindi le risorse”.

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