7 Gennaio 2026
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Calabria

Scopelliti: “Reggio va ricostruita da zero. Ora serve una candidatura forte, la città non può aspettare”

Il post-Falcomatà, l’ascesa di Cannizzaro e le tensioni nel centrodestra: "Se qualcuno teme il mio attivismo dopo 11 anni, il problema non sono io"

In un clima politico bollente, con Reggio Calabria proiettata verso la fine dell’era Falcomatà e un centrodestra che sembra favorito ma ancora in cerca di una guida riconoscibile, Giuseppe Scopelliti torna a parlare. Lo fa rivendicando un ruolo esterno ma non disimpegnato, pronto – dice – a dare un contributo di esperienza quando richiesto. L’ex sindaco di Reggio e già governatore della Calabria analizza gli equilibri interni alla coalizione, il peso dei territori nella Giunta regionale, il progetto del presidente Occhiuto sui sottosegretari, e risponde anche a chi, dentro il suo stesso schieramento, teme il suo presunto “attivismo”. Tutto, scandisce, nasce da un solo punto: l’amore per la sua città.

– Presidente, ci eravamo lasciati con la sua assicurazione che non sarebbe rientrato in politica: poi, cosa è successo?

«Non è cambiato nulla. Ho soltanto tenuto fede a quell’impegno che avevo assunto il 21 ottobre 2023 in Piazza Duomo, allorquando, di fronte ad una Piazza gremita, dissi che avrei dato un contributo al centrodestra se me lo avessero chiesto, e se il progetto fosse stato credibile. Non lo avrei fatto in prima persona, come ho più volte ribadito. Alla prima “occasione elettorale”, dunque, ho convintamente sostenuto Franco Sarica, stimato professionista reggino, che ha conseguito un eccellente risultato elettorale nelle file della Lega grazie al quale ha consegnato al centrodestra un valore aggiunto di notevole rilevanza; non foss’altro per il “peso specifico” delle preferenze ottenute, tutte riconducibili ad un voto di opinione che svela il significato di una scelta non “sollecitata” dalle leve di chi gestisce il potere».

– Finita l’era Falcomatà, si guarda alle prossime elezioni comunali, per le quali il centrodestra appare favorito. A noi, però, non sembra che nella coalizione di governo ci sia grande armonia. Qual è nel merito il suo pensiero?

«Aggiungerei “finalmente”. Il vuoto di questi 11 anni non si colmerà facilmente. Se vi è una cifra che può sintetizzare l’Amministrazione Falcomatà, questa è l’assenza di una visione di Città; pertanto, chi verrà dopo di lui non avrà nulla da continuare. È tutto da rifare, dunque, da ricostruire da zero. L’assenza di una prospettiva equivale alla mancanza di un progetto, di una strategia, di una coordinata certa. Il centrodestra, a giudicare da questa infausta esperienza che sta per finire, appare, in teoria, avvantaggiato. Il passato dovrebbe aver insegnato qualcosa, ecco perché è importante e urgente ufficializzare una candidatura autorevole in cui la Città si possa riconoscere. Oggi registriamo la disponibilità dell’On. Francesco Cannizzaro, che si è detto pronto ad indossare la maglia amaranto. Credo che sia una candidatura naturale, forte, nata in Città e non “suggerita” da lontano. Quindi, ben venga. Ma è necessario decidere a breve».

– Parliamo del Governo regionale, nei cui ranghi, ad ora, non c’è nessun assessore della città più grande della Calabria; in compenso, però, ve ne sono due di Locri. Se non è un’anomalia, questa …!?

«È un segno dei tempi. È chiaro che questa circostanza non giovi alla Città. Credo che la politica debba fare una profonda riflessione. Naturalmente è qualificante che la Locride sia ben rappresentata. Stiamo parlando di un distretto territoriale che è strategico per lo sviluppo della Città Metropolitana nel suo complesso, e che merita di accorciare ogni distanza, infrastrutturale e non solo. Sembrano lontani i tempi in cui Reggio era centrale e baricentrica nella politica regionale, dopo che ci eravamo lasciati alle spalle i lunghi anni che l’avevano vista marginale rispetto alla storia del regionalismo. Confido, tuttavia, che a breve la nostra Reggio possa essere nuovamente rappresentata».

– Per far quadrare i conti, Occhiuto sta lavorando per la Giunta a 9 e alla reintroduzione di quel mostro amministrativo chiamato sottosegretario. Che ne pensa?

«Il Presidente Occhiuto riprende quanto previsto da una normativa nazionale. Dal suo punto di vista, integrare l’architettura istituzionale con i sottosegretari, rappresenta uno strumento attraverso cui delegare ulteriori funzioni, migliorare la macchina organizzativa e estendere il coinvolgimento nell’azione di governo».

– Tornando alla fase attuale, sembra che sia più una parte di centrodestra a temere l’attivismo politico di Scopelliti, che i “tradizionali” avversari. Un paradosso, no?

«Non saprei. Come ho più volte detto, anche pubblicamente, non credo che sia strettamente indispensabile avere un “ruolo” per essere “politicamente attivi”. Avevo annunciato che non mi sarei sottratto dal dare un contributo di esperienza per la mia Città, qualora mi fosse stato richiesto. Ed è quello che ho fatto. Se qualcuno, come dice lei “teme l’attivismo di Scopelliti”, ormai lontano dalla scena politica da 11 anni, forse dovrebbe farsi qualche domanda. Non posso che prenderne atto. Le confesso che, non vivendo più dal di dentro la politica, accorgendomi di questo timore, vivo questa circostanza con molta serenità, divertito. Mi torna alla mente quanto mi è stato detto, qualche tempo addietro, da un giovane consigliere regionale: “per me è un piacere confrontarmi con i giganti”, mi disse, “anziché misurarmi con i nani che ho davanti”. Per il resto, il mio “attivismo”, ormai, è frutto di un sentimento. Anche io, come molti, sogno un futuro diverso per Reggio e un progetto in cui credere. Amo la mia Città e la percorro ogni volta che posso. Questo mi porta a parlare con la gente, per strada, soprattutto con i giovani, che cercano punti di riferimento credibili, anche, e per fortuna, fuori dai potentati».

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