8 Gennaio 2026
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Mamma Natuzza e la vita oltre la vita: la testimonianza che non teme la morte

La mistica di Paravati offre una chiave di lettura sulla vita ultraterrena che consola i credenti e parla anche ai dubbiosi: Paradiso, Purgatorio, preghiera e speranza come orizzonte del passaggio finale

Spesso si favoleggia sulla vita “oltre la vita” terrena. Questo passo nell’ignoto, da sempre, spaventa gli uomini che cercano in ogni modo di esorcizzare la paura di Thanatos. Su questo argomento Mamma Natuzza ci offre una chiave di lettura definitiva. La mistica ha confermato la certezza di una vita ultraterrena, basandosi sulle sue esperienze mistiche e sulle visioni che descriveva con fedeltà alla Chiesa cattolica. Le sue visioni indicavano che le anime del Paradiso sono beate e vicine a Dio, mentre quelle del Purgatorio vivono in uno stato di attesa, cercando di guidare i loro cari rimasti sulla terra. La sua testimonianza è vista come un messaggio di speranza contro la paura della morte, poiché, secondo la sua prospettiva, la vita non finisce con la morte fisica.

Cosa ha rivelato Natuzza sulla vita ultraterrena?

Anime del Paradiso: le anime dei defunti che vivono in cielo sono sollevate, godono della luce divina e sono beatificate. Hanno anche il permesso di fare visita ai propri cari.

Anime del Purgatorio: queste anime si trovano in uno stato di attesa e cercano di dare messaggi ai familiari e amici rimasti sulla Terra.

Assenza di paura: la sua testimonianza suggerisce che la morte non dovrebbe essere temuta, poiché rappresenta il passaggio a una vita di preghiera e contemplazione di Dio.

Messaggi di speranza: le sue visioni e la sua testimonianza sono considerate da molti un messaggio di speranza e ottimismo, offrendo conforto a chi è preoccupato per la morte.

Importanza per i credenti

Fede e fedeltà: Mamma Natuzza è vista come una figura che ha vissuto fedelmente la fede cattolica, e le sue visioni hanno rafforzato la fede di molte persone. Esempio di fede: è stata definita una mistica e veggente che ha offerto un esempio di fede da imitare.
Superamento del dubbio: per coloro che non credono, la sua esperienza e la testimonianza della sua vita potrebbero rappresentare una prova che esiste una vita oltre quella terrena, come da lei descritta.

Il giorno della promessa

I figli spirituali della Serva di Dio non hanno dubbi su queste verità rivelate, dal momento che Natuzza ha vissuto una sorta di morte apparente. Al suo risveglio, la giovanissima Natuzza racconta che “si era trovata in Paradiso al cospetto di Gesù” che le aveva chiesto di “portare a lui le anime, di amare e compatire, di amare e soffrire”. Dice anche che “c’era una luce meravigliosa che faceva mille colori, bellissima” e che “Gesù predicava e tutti gli altri rispondevano meno di me, che non sapevo cosa rispondere, ma pregavano tutti”.

Riferisce ancora che “c’era tanta gente, quattro, cinque file di centinaia di persone, piccoli e grandi sollevati da terra e a cerchio” e che erano presenti “tante anime di defunti con il viso per terra e in ginocchio che pregavano e altri in una grande luce”. La mistica di Paravati ha sempre ricordato questo momento così particolare del 26 luglio come il giorno della promessa: “Il più bello della mia vita”. Un’esperienza che segnerà per sempre la sua esistenza attraverso l’offerta della sua vita al servizio degli altri, in particolare degli ultimi e dei sofferenti. È questa una pagina tra le più belle e straordinarie della vita e della missione di Mamma Natuzza, che da quel giorno ha posto costantemente al centro della sua vita umile e silenziosa il bene e la carità.

Le opere e la visione di Paravati

Negli anni successivi racconterà all’attuale presidente della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, don Pasquale Barone, altri particolari, tra cui il fatto che, in quel lungo e straordinario “viaggio” per le vie che portano al cielo, la Vergine Maria le aveva dato la possibilità di vedere le opere di Paravati, compresa la grande chiesa, che è stata già aperta al culto. Natuzza Evolo è morta il 1° novembre 2009. Attualmente è in corso il suo processo di Beatificazione.

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