Una storia toccante quella di Antonio di Gioia Tauro. L’abbiamo voluta raccontare per far riflettere quei disabili che hanno perso la speranza. Natuzza Evolo, conosciuta come “Mamma Natuzza”, è stata una figura spirituale che ha offerto sostegno a malati e disabili attraverso la preghiera, il conforto e l’accoglienza.
La sua missione era quella di assistere e accogliere centinaia di persone al giorno, indipendentemente dal loro status, insegnando loro a trovare speranza e amore anche nel dolore.
Una missione di fede e accoglienza
I suoi insegnamenti si basavano su un profondo legame con la fede, incoraggiando l’affidamento a Gesù e alla Madonna e promuovendo la carità e l’assistenza verso i bisognosi. Offriva supporto spirituale, pregando per le persone con problemi di salute e suggerendo di affidarsi alla fede. La sua casa era un luogo di accoglienza per persone di ogni estrazione sociale, che venivano considerate come fratelli e sorelle.
Insegnamento di speranza e amore
La Serva di Dio insegnava ad amare e a trovare speranza, anche in mezzo al dolore, trasmettendo messaggi di fede e perseveranza. La Mistica ispirò anche la creazione di associazioni dedicate all’assistenza di giovani, portatori di handicap, anziani e persone bisognose.
Mamma Natuzza ha vissuto una profonda sofferenza spirituale, con fenomeni mistici come le stimmate e il corpo che sanguinava, che la facevano partecipare intensamente alla passione di Cristo.
I fenomeni mistici e la devozione del popolo
Le sue estasi e i fenomeni ematici, dalle cui tracce si formavano immagini sacre o scritte, hanno alimentato una devozione popolare straordinaria. Il popolo di Mamma Natuzza adesso si aspetta che venga santificata. La causa di beatificazione di Natuzza Evolo è stata avviata dalla diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, segno di una fede che continua a vivere nei cuori di migliaia di fedeli.



