8 Gennaio 2026
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La fede che guarisce: la storia di Antonio e il messaggio eterno di Mamma Natuzza

Una testimonianza che commuove e invita a non arrendersi. Dal dolore di un disabile di Gioia Tauro alla luce della Serva di Dio che ha dedicato la vita al conforto dei malati

Una storia toccante quella di Antonio di Gioia Tauro. L’abbiamo voluta raccontare per far riflettere quei disabili che hanno perso la speranza. Natuzza Evolo, conosciuta come “Mamma Natuzza”, è stata una figura spirituale che ha offerto sostegno a malati e disabili attraverso la preghiera, il conforto e l’accoglienza.
La sua missione era quella di assistere e accogliere centinaia di persone al giorno, indipendentemente dal loro status, insegnando loro a trovare speranza e amore anche nel dolore.

Una missione di fede e accoglienza

I suoi insegnamenti si basavano su un profondo legame con la fede, incoraggiando l’affidamento a Gesù e alla Madonna e promuovendo la carità e l’assistenza verso i bisognosi. Offriva supporto spirituale, pregando per le persone con problemi di salute e suggerendo di affidarsi alla fede. La sua casa era un luogo di accoglienza per persone di ogni estrazione sociale, che venivano considerate come fratelli e sorelle.

Insegnamento di speranza e amore

La Serva di Dio insegnava ad amare e a trovare speranza, anche in mezzo al dolore, trasmettendo messaggi di fede e perseveranza. La Mistica ispirò anche la creazione di associazioni dedicate all’assistenza di giovani, portatori di handicap, anziani e persone bisognose.
Mamma Natuzza ha vissuto una profonda sofferenza spirituale, con fenomeni mistici come le stimmate e il corpo che sanguinava, che la facevano partecipare intensamente alla passione di Cristo.

I fenomeni mistici e la devozione del popolo

Le sue estasi e i fenomeni ematici, dalle cui tracce si formavano immagini sacre o scritte, hanno alimentato una devozione popolare straordinaria. Il popolo di Mamma Natuzza adesso si aspetta che venga santificata. La causa di beatificazione di Natuzza Evolo è stata avviata dalla diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, segno di una fede che continua a vivere nei cuori di migliaia di fedeli.

L’intervista-video con la testimonianza di Antonio

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