8 Gennaio 2026
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Calabria

L’area industriale di Vibo trasformata in un girone dantesco tra degrado, discariche abusive e silenzi

Cosa aspettano ad intervenire gli Enti che devono, almeno sulla carta, gestirne la manutenzione ordinaria e straordinaria. Gli imprenditori che resistono lanciano l’ultimo grido d’allarme

Vogliamo mettere mano alla rigenerazione dell’area industriale di Vibo Valentia? Cosa aspettano ad intervenire gli Enti che devono, almeno sulla carta, gestirne la manutenzione ordinaria e straordinaria. Prima verrà strappata al degrado e prima si restituirà questo “vuoto urbanistico” alla città.

Un’area industriale come questa (in parte dismessa) sta creando un vero e proprio “regno del degrado” che presenta molte criticità a causa di questioni di sicurezza e di degrado ambientale. Investire nella sua riqualificazione significa trasformare un problema in un punto di forza e restituire al territorio nuovi spazi di valore.

Chi risponderà all’emergenza?

Bussiamo alle porte del sindaco Vincenzo Romeo, del presidente della Provincia Corrado L’Andolina e del governatore della Calabria Roberto Occhiuto.
Chi risponderà per primo? Chi recepirà il grido d’allarme lanciato dai pochi imprenditori che hanno ancora il coraggio di resistere e portare avanti le loro imprese che danno lavoro a decine di persone.

Un cuore produttivo ormai abbandonato

Questa situazione di impasse sta condannando l’area industriale (ex Mercati Generali) all’abbandono. Senza gestionecontrolli, il cuore produttivo della città si è trasformato in un immenso girone dantesco.

Tra capannoni e strade che dovrebbero rappresentare il cuore produttivo di Vibo Valentia, l’area industriale in zona aeroporto si presenta come un enorme discarica a cielo aperto.
Cumuli di spazzatura, materassi, elettrodomestici abbandonati, rovi che nascondono altri scarti, resti di incendi con pneumatici e plastica carbonizzata.

Corap e Ansai: che fine hanno fatto?

Corap e Ansai che fine hanno fatto. Questi due enti meglio bypassarli e rivolgersi direttamente al Comune, alla Provincia e alla Regione. Le speranze di recupero dell’area sono ridotte al lumicino.

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