8 Gennaio 2026
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Calabria

La provincia di Vibo rischia il tracollo sanitario, il sindaco Romeo contro Asp e Regione: “Tropea sta per chiudere, si sveglino”

La rete ospedaliera vibonese è al limite tra reparti svuotati, personale insufficiente e servizi sempre più ridotti. Sindaci e cittadini chiedono interventi immediati

Sanità vibonese sempre più allo sfascio: reparti fantasma, medici in fuga e nessuna inversione di rotta. Associazioni e sindacati chiedono nuove assunzioni, il potenziamento dell’organico e l’attivazione degli 80 posti letto già autorizzati. In assenza di risposte immediate, annunciano lo stato d’agitazione. Su queste emergenze si stanno confrontando i sindaci della provincia di Vibo Valentia, i quali sono decisi a fare fronte comune per salvare la rete ospedaliera della provincia di Vibo Valentia.

Romeo contro Asp e Regione: “Tropea sta per chiudere”

Duro l’intervento del primo cittadino di Vibo Valentia Enzo Romeo, il quale ha espressamente chiesto al management dell’Asp di attivarsi per salvare il nosocomio di Tropea che sta per essere chiuso. L’inquilino di palazzo Luigi Razza Romeo ha puntato il dito con il commissario dell’Azienda sanitaria vibonese Gianfranco Tomao, il quale ha minacciato di abbandonare i lavori della Conferenza se non venivano abbassati i toni accusatori. Romeo ha invitato i 50 colleghi della provincia di Vibo Valentia a fare fronte comune contro la governance regionale che non sembrerebbe interessata a rilanciare la Sanità pubblica vibonese.

Sindaco, da cosa nasce il duro scontro avuto con il commissario Tomao?

«Non è rabbia, è una presa d’atto. Pensare che ci sia stata l’ennesima dimissione del primario Alberto Ventrice ti fa capire che non sta cambiando nulla. Prima se ne era scappato anche Mangialavori: era stato il primo, ma il secondo è Ventrice. Questo fa capire in modo plastico qual è la situazione della sanità nella provincia di Vibo.»

Qual è oggi la condizione dei cittadini che hanno bisogno di cure?

«I nostri cittadini hanno ogni giorno bisogno di cure e di prestazioni, ma la situazione degli ospedali, compreso quello di Tropea, è drammatica. Il problema è generale: non esiste una medicina territoriale efficiente, la medicina del territorio non esiste proprio.»

Cosa propone ai colleghi sindaci? Una mobilitazione unitaria?

«Dobbiamo prendere atto tutti, e spero che lo facciano anche i miei colleghi. Bisogna fare un’azione di forza, creare un “caso Vibo”: portare tutta la provincia alla Cittadella regionale per far capire che questa problematica così delicata richiede una gestione da Protezione civile.»

Perché parla di Protezione Civile? È così grave la situazione?

«Sì, perché se per assumere un anestesista ci vogliono sei mesi, a Vibo Valentia dobbiamo mettercene uno. Siamo in emergenza ed è un’emergenza che rischia di far morire lentamente la sanità vibonese.»

Qual è, secondo lei, la “cura” urgente per salvare la sanità pubblica vibonese?

«La mia cura è lavorare insieme alla Triade. Quando un sistema è in coma bisogna attivare procedure urgenti: assumere medici e primari con rapidità, far funzionare le attrezzature, aprire nuovi reparti e non chiuderli. La struttura complessa sta diventando un ambulatorio. Abbiamo bisogno urgentemente di un reparto di psichiatria. Il direttore sanitario dice che stanno lavorando, ma i tempi della burocrazia sono troppo lunghi: qui serve un intervento d’emergenza, non solo per salvare i pazienti, ma per far continuare a vivere la sanità nel Vibonese.»

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