7 Gennaio 2026
8.5 C
Calabria

Guerra Russia-Ucraina, la premier Meloni sollecita Mosca: “Serve un contributo reale ai negoziati”

Inoltre, la presidente del Consiglio ha "ribadito l'importanza della convergenza di vedute tra partner europei e Stati Uniti quale fondamento per il raggiungimento di una pace giusta e duratura"

I colloqui “produttivi ma difficili” tra ucraini e americani non hanno sciolto i principali nodi al pettine del negoziato di pace, a partire dai territori e delle garanzie di sicurezza, e Volodymyr Zelensky è volato ancora una volta a Parigi in cerca di sponde europee. “La Russia non può essere ricompensata”, è stato il suo appello, nel timore che alla fine passino le richieste massimaliste del nemico. “Mosca non dà segnali di volersi fermare”, gli ha fatto eco Emmanuel Macron, al termine di una giornata di colloqui incrociati con gli altri leader europei, inclusa Giorgia Meloni, i vertici Ue e Nato ed i rappresentanti Usa, per tentare di fare passi avanti.

Compromesso lontano

Una diplomazia faticosa, che consente all’esercito russo di guadagnare terreno: in serata l’annuncio del Cremlino della conquista dello snodo strategico di Pokrovsk nel Donbass dopo una lunghissima battaglia.
In Florida “siamo riusciti a ottenere progressi significativi, anche se alcune questioni richiedono ulteriori approfondimenti”, ha fatto sapere il capo negoziatore Rustem Umerov, che volerà in Irlanda per riferire a Zelensky dei contatti con gli americani. Più cauta la controparte, perché Marco Rubio ha parlato di “tanto lavoro ancora da fare”. Il tema principale di confronto è stato la definizione di un confine di fatto con la Russia: un compromesso non appare ancora all’orizzonte, stando almeno alle recenti dichiarazioni di Putin, che chiede il ritiro degli ucraini da tutti i territori rivendicati da Mosca.

Il tema centrale resta la questione territoriale

“La questione territoriale è la più difficile”, ha ammesso Zelensky, chiarendo tuttavia che questa questione “deve essere collegata alle garanzie di sicurezza” per Kiev. Sono i due dossier chiave che dovrebbero essere discussi direttamente con Donald Trump, ha ribadito il leader ucraino in conferenza stampa, dopo che il tycoon nei giorni scorsi si era di fatto rifiutato di incontrarlo, se non ad accordo quasi concluso. E la vaghezza sulle garanzie di sicurezza, in questa fase del confronto con l’alleato americano, agita anche l’Eliseo. E’ un tema che “non può essere discusso senza ucraini ed europei”, ha avvertito Macron, assicurando che nel frattempo l’Europa continuerà a fare la sua parte: “Nelle prossime settimane rafforzeremo la pressione della Russia per limitarne il finanziamento”. Ossia ulteriori sanzioni.

Il confronto della presidente della Commissione Ue con gli altri leader europei

La presidente della Commissione Ue ha sentito Macron e Zelensky, in una girandola di telefonate che hanno coinvolto anche il premier britannico ed i leader di Germania, Polonia, Italia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e Olanda, oltre ad Antonio Costa e Mark Rutte, per fare il punto sui negoziati di Miami. Meloni durante questi scambi ha “ribadito l’importanza della convergenza di vedute tra partner europei e Stati Uniti quale fondamento per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”. Rivolgendo un appello anche a Mosca ad “offrire un contributo fattivo”.

Macron: “Lavorare per la sicurezza di Kiev con gli Usa”

Dall’Eliseo è poi partita una telefonata per la Casa Bianca, in cui Macron ha aggiornato Trump, sottolineando “la dimensione centrale delle garanzie di sicurezza necessarie per Kiev e la nostra determinazione a lavorarci con gli Stati Uniti”, hanno fatto sapere fonti presidenziali.
Ora i riflettori sono puntati su Mosca, dove Steve Witkoff riferirà a Putin gli ultimi sviluppi dei colloqui con Kiev.
Bocche cucite alla vigilia dal Cremlino: la Russia è “interessata al successo” dei negoziati di pace e per questo non intende condurre “alcuna discussione attraverso i mezzi d’informazione”, si è limitato a commentare il portavoce Dmitry Peskov.

La Russia prosegue nella conquista dei territori ucraini

Il fattore tempo resta favorevole a Mosca, come appare dalla situazione sul fronte. Secondo i dati forniti dall’Istituto americano per lo studio della guerra, l’Armata di Putin a novembre ha compiuto la più grande avanzata in Ucraina in un anno. Fino al successo più importante da lunghissimo tempo, se non altro dal punto di vista simbolico: la conquista di Pokrovsk, o meglio ciò che ne rimane, dopo mesi di scontri.
Proprio nei giorni scorsi Zelensky aveva evocato la resa della roccaforte nel Donetsk, affermando che i militari avrebbero dovuto decidere se ritirarsi o continuare a resistere. Secondo il Cremlino anche Volchansk, nel Kharkiv, è caduta in mano russa. 
Visitando un centro di comando delle truppe impegnate nel conflitto in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che le forze di Mosca devono prepararsi a continuare a combattere anche durante l’inverno.

Mosca: “Si combatterà anche in inverno”

Putinscrive il Cremlino sul suo canale Telegram – ha ringraziato i comandanti e il personale delle formazioni per le azioni riuscite, e ha posto l’obiettivo di garantire alle forze russe tutto ciò di cui hanno bisogno per condurre azioni militari nel periodo invernale prossimo”. (ANSA)

ARTICOLI CORRELATI

Banner Bookmakers AAMS

ULTIME NOTIZIE