7 Gennaio 2026
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Calabria

Processo Stige contro sodali e affiliati alla cosca Farao-Marincola di Cirò, venti condanne definitive (NOMI)

Confermate le assoluzioni sentenziate in secondo grado, tranne quella di Silvio Farao per il quale ci sarà un nuovo processo di appello

Tre ricorsi inammissibili, 17 quelli respinti, sei annullamenti con rinvio e 17 assoluzioni confermate per gli imputati, ritenuti sodali ed affiliati alla cosca di ‘ndrangheta Farao-Marincola, di Cirò, una delle più potenti in Calabria, attiva soprattutto nelle estorsioni e nel traffico di droga e che vanta ramificazioni anche in Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia, coinvolti nel maxi blitz antimafia, nome in codice “Stige”, condotto dagli 007 del Ros e dai militari del Comando provinciale dei carabinieri di Crotone sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro che portò nel 2018 all’arresto di 169 persone e al sequestro di oltre 50 milioni di euro. La Corte di Cassazione ha assolto in via definitiva l’ex sindaco di Cirò Marina ed ex presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla e l’ex sindaco di Strongoli Michele Laurenzano mentre passa in giudicato la sentenza di condanna a 13 anni per l’ex assessore ai Lavori pubblici di Cirò Marina Giuseppe Berardi. Annullata con rinvio l’assoluzione di Silvio Farao.

I ricorsi dichiarati inammissibili e quelli respinti

Inammissibili i ricorsi di Martino Aulisi, di Bellizzi (SA), Francesco Bonesse, nato a Melissa e residente a Reggio Emilia; Dino Carluccio, di Cirò Marina, e le condanne a tre anni ciascuno diventano definitive. Respinti i ricorsi di Fabrizio Anania, di Cirò Marina (3 anni, 6 mesi e 510mila euro di multa); Vincenzo Barbieri, nato a Cirò Marina e residente in Germania; Giuseppe Berardi, di Marina (13 anni); Mario Campiso, nato a Cariati e residente in Germania (12 anni e 4 mesi), Giuseppe Farao (41enne), di Cirò Marina (13 ani di reclusione); Giuseppe Farao (78enne), di Cirò, 24 anni di reclusione; Vincenzo Giglio, di Strongoli, 14 anni e 3 mesi; Pasquale Malena, di Cirò Marina, 7 anni di reclusione; Francesco Morrone, di Cirò Marina, 13 anni e 2 mesi; Ivano Murano, di Cirò; Salvatore Nigro, di Cirò Marina, 2 anni di reclusione; Salvatore Papaianni, di Cirò Marina, 14 anni e 6 mesi; Luigi Salvato, di Crucoli, 5 anni di reclusione; Antonio Spadafora, di San Giovanni in Fiore, 12 anni e 6 mesi; Luigi Spadafora, di San Giovanni in Fiore, 13 anni di reclusione; Rosario Spadafora, di San Giovanni in Fiore, 12 anni e 10 mesi e Piero Vasamì, Germania, 12 anni e 7 mesi di reclusione. Anche per loro le condanne diventano definitive. 

Verso un nuovo processo di appello

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio 6 posizioni ma relativamente a singoli capi di accusa o limitatamente alla confisca. Si tratta di Giuseppe Gallo, di Aprigliano (CS), per Pasquale Spadafora, di San Giovanni in Fiore (CS), limitatamente all’aumento di pena per la recidiva; Assunta Cerminara, di Cirò Marina, limitatamente alla confisca; Vincenzo Farao, di Cirò, Filomena Grillo, limitatamente alla confisca, Luigino Comberiati, di Petilia Policastro per alcuni capi, annullamento con rinvio anche per Silvio Farao di Cirò (che era stato assolto in secondo grado). Per loro i giudici di Piazza Cavour ha disposto il rinvio degli atti a Catanzaro per un processo di appello bis.  

Respinto il ricorso della Procura generale 

 Confermate le assoluzioni pronunciate dalla Corte di appello di Catanzaro nei confronti di Natale Aiello di Botricello(codifeso dagli avvocati Pietro Pitari e Francesco Siracusano; Valentino Anania, di Cirò Marina, l’imprenditore Antonio Giorgio Bevilacqua, di Melissa (codifeso dagli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino e nel giudizio di merito, difeso con impegno anche dal defunto avvocato Antonio Anania. Importanti per la difesa l’apporto del consulente tecnico Antonio Andrea Miriello); Vittorio Bombardiere, di Cirò; Giuseppe Bruno, nato a Cirò e residente in Germania;  Emanuele Chiriaco, di Crotone; Giuseppe Clarà, di Santa Severina (difeso dagli avvocati Giovanbattista Scordamaglia e Peppe Di Renzo); Aniello Esposito, di Teora; Paolo Fazi, di Pietra Marazzi; Andrea Grillini, di Monterenzio (BO); Michele Laurenzano, di Strongoli; Cataldo Malena, di Strongoli; Enrico Miglio, di Strongoli; Nicodemo Parrilla, di Cirò Marina; Massimo Scarriglia, di Crotone, Giuseppe Tridico, nato a Verzino e residente a Montalcino (SI); di Cirò e Valentino Zito. Sulle loro posizioni aveva proposto appello la Procura generale, ma i ricorsi sono stati respinti, rendendo così definitive le assoluzioni. 

Le infiltrazioni nel tessuto economico

L’attività investigativa avrebbe consentito di documentare, l’operatività, gli assetti gerarchici interni e le attività criminali della locale di ‘ndrangheta, secondo gli inquirenti “in posizione di sovra-ordinazione” rispetto ad altre realtà criminali, “seppure territorialmente contigue o con esso interferenti”. La cosca, in sostanza, si sarebbe infiltrata nel tessuto economico e sociale dell’area cirotana attraverso “un radicale controllo mafioso” degli apparati imprenditoriali della produzione e commercio di pane, della vendita del pescato, del vino e dei prodotti alimentari tipici, nonché nel settore della raccolta e riciclo sia di materie plastiche sia di Rsu. Un’indagine che avrebbe delineato il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti dal clan in ambito nazionale e estero, verificando anche la disponibilità di ingenti risorse finanziarie, che sarebbero state reimpiegate in numerose iniziative imprenditoriali e commerciali nel Nord-Italia e in Germania.

L’assetto del sodalizio sarebbe stato l’espressione delle direttive impartite da Giuseppe Farao “orientato a privilegiare lo sviluppo imprenditoriale della cosca, affidato ai propri figli e nipoti e sviluppato attraverso il reperimento di nuovi e sempre più remunerativi canali di investimento economico, limitando al massimo il ricorso ad azioni violente ed evitando gli scontri interni ritenuti pregiudizievoli per la conduzione degli affari”. Il controllo mafioso del territorio sarebbe stato invece demandato ad una serie di “reggenti”, fedelissimi del capo cosca.

Il collegio difensivo 

Nel nutrito collegio difensivo compaiono anche i nomi di Nicola Cantafora; Gregorio Viscomi; Luigi Scaramuzzino; Sergio Rotundo; Valerio Murgano; Pasqualino Capalbo; Valerio Murgano; Vincenzo Ioppoli; Antonello Talerico; Gianni Russano; Giorgio Vianello Accoretti; Domenico Sirianni, Lucia Miranda; Pierluigi Spadafora; Mario Bombardiere; Antonietta Denicolò Gigliotti; Franz Caruso; Gerardo Giuseppe Perillo; Mariano Salerno; Fabrizio Salviati.

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