7 Gennaio 2026
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Calabria

Francesco Riitano lascia il carcere: “Incompatibile con la detenzione”. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

Il gip di Catanzaro accoglie l’istanza nei confronti del presunto narcotrafficante arrestato nell'inchiesta della Dda. Lascia il carcere per motivi di salute e sarà trasferito in una comunità terapeutica

Il gip di Catanzaro ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere per Francesco Riitano, uno degli indagati chiave dell’operazione Kleopatra, con quella degli arresti domiciliari in una comunità terapeutica. La richiesta era stata avanzata in data dalla difesa dell’indagato – rappresentato dagli avvocati Michele D’Agostino e Vincenzo Cicino – e supportata da una relazione sanitaria aggiornata e dalla valutazione medica della Casa Circondariale, che ha certificato l’incompatibilità delle sue condizioni con la detenzione in carcere.

Il parere del pm non basta: decisivi i precedenti favorevoli

Il pubblico ministero aveva espresso parere contrario, proponendo una perizia medico-legale. Ma il giudice ha ritenuto sufficiente la documentazione allegata, che includeva due precedenti provvedimenti: quello della Corte d’Appello di Catanzaro e quello del Magistrato di Sorveglianza di Siracusa. Entrambi avevano già riconosciuto l’incompatibilità del Riitano con il carcere, disponendo misure alternative in altri procedimenti.

Una misura intermedia: la pericolosità resta

Il giudice ha comunque richiamato la gravità delle contestazioni e il periculum libertatis evidenziato nel provvedimento originario, confermando che Riitano è soggetto socialmente pericoloso. Per questo motivo, ha optato per una misura detentiva attenuata, ma sottoposta a rigorosi vincoli: applicazione del braccialetto elettronico; divieto di allontanamento dalla struttura senza autorizzazione giudiziaria; divieto di comunicazione con persone diverse da quelle che lo assistono o coabitano; obbligo per il responsabile della struttura di segnalare ogni violazione.

Chi è Riitano? Presunto regista della logistica per i narcos calabresi

Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Francesco Riitano avrebbe avuto un ruolo centrale nella gestione della logistica e dei contatti internazionali all’interno dell’organizzazione di matrice ‘ndranghetista facente capo alla cosca Gallace di Guardavalle. L’inchiesta Kleopatra ha portato alla custodia cautelare per 9 soggetti e ha svelato un sistema criminale transnazionale in grado di importare cocaina dal Perù, Colombia e Brasile, utilizzando rotte che passavano per i porti di Rotterdam, Anversa, Amburgo, Gioia Tauro, Livorno, Genova, Civitavecchia e Trieste.

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