Cinquecento chili di cocaina spedita dal Sud America con destinazione il porto di Gioia Tauro, un’operazione gestita da Francesco Riitano ristretto nel carcere di Siracusa e dal boss Cosimo Damiano Gallace all’epoca, ad inizio anno 2021, quando il reggente della ‘ndrangheta del Soveratese era latitante. I due comunicano via chat con cellulari ben nascosti con altri luogotenenti della cosca di Guardavalle, attraverso messaggi in codice, spedendo foto con tanto di borsoni e panetti per suggellare il successo dell’affare.
Il carico di coca pronto per partire da Panama
Nell’inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Kleopatra, emerge come il boss Gallace ricerchi finanziatori, con l’intermediazione di Donato Oliviero e Lucio Aquino, detenuto in Belgio, per spedire il carico su una motonave dall’Honduras in Italia e quindi al porto di Gioia Tauro. La vicenda inizia nel dicembre 2020, quando Riitano, dietro le sbarre a Siracusa interloquisce con Aquino, in cella in Belgio, chiedendogli indicazioni se far partire il carico dall’Ecuador o da Panama e quest’ultima viene ritenuta la rotta più sicura, atteso che la Colombia, patria produttrice di droga, è più attenzionata. Si individua un container sulla motonave, la cui partenza all’inizio è stabilita per il 18 dicembre, ma per varie vicessitudini viene posticipata. Le trattative sulla spartizione a valere su 500 chili vengono illustrate da Riitano a Gallace: il primo avrebbe comprato 24 chilogrammi, il secondo 8, mentre 30 sarebbero stati destinati agli operatori del porto grazie ai quali l’operazione sarebbe stata portata a termine.
Le conversazioni via chat per spedire la droga
Gallace avvisa Riitano che avrebbe creato una chat dedicata, definendo con Aquino le modalità di posizionamento del carico. La spedizione sarebbe dovuta avvenire a ridosso delle festività natalizie e il boss chiede conferme sulle date per organizzare turni adeguati dei vari dipendenti all’interno del porto. Lo stato di detenzione di Riitano e di Aquino comporta a volte la necessità di attendere il momento opportuno per l’uso di apparati telefonici indebitamente posseduti e nella giornata del 17 dicembre Aquino conferma per quella notte la partenza del carico. L’umore sull’operazione è alto sulla scorta del fatto che proprio in quel periodo il suo gruppo aveva ricevuto, senza intoppi, estraendolo dal porto, un carico di 1.150 chilogrammi. Nelle giornate successive sulla chat circola la fotografia di una nave partita da Panama, salvo poi confermarsi reciprocamente che il carico di loro interesse non era partito, tutto da rinviare ad un momento più proficuo.
Il contatto in codice per far arrivare la droga al Porto di Gioia
Intanto Riitano avvisa gli altri di avere un contatto con un soggetto di ‘snp’, che dalle indagini si scopre essere di Sinopoli, in provincia di Reggio. Si tratta di Vincenzo Alvaro, che ha a sua disposizione una squadra di operatori portuali infedeli che si sarebbero occupati dello scarico della merce, con la possibilità anche di accedere ai server del porto, eliminando eventuali segnalazioni sui container in arrivo, scongiurando il rischio di controlli da parte dei militari portuali. Riitano conferma, che Alvaro e il suo gruppo erano riusciti pochi giorni prima a prelevare nel porto un carico di 500 chilogrammi, sottolineandone il costo elevato, per questo Gallace si sarebbe, poi, rivolto al referente di una altra squadra che richiede solo il 15% dell’affare.
L’attenzione ad evitare i controlli
L’effettivo caricamento a bordo avviene il 29 gennaio. Il denaro doveva essere spedito in Olanda, come Riitano riferisce a Gallace, materialmente un suo emissario li avrebbe ricevuti a Milano al prezzo del 2%. Riitano preannuncia a breve le informazioni su nave e container, specificando che infine erano stati spediti 15 borse del peso ciascuna di 22/33 chilogrammi, per un totale di 500 chilogrammi, borse di agevole movimentazione. La cura e l’attenzione per i dettagli per evitare ogni rischio sui controlli porta i vari interlocutori a trasmettersi in momenti e messaggi separati i dati identificativi del container al cui interno era nascosto il carico.
Il container nascosto e le foto di borsoni di droga inviate al boss
Nella giornata del 12 febbraio Riitano avvisa Gallace che la nave stava approdando quello stesso giorno a Gioia Tauro e invia a Oliviero una foto con l’elenco dei container a bordo. Da questo elenco era stato già opportunamente espunto, grazie proprio all’intervento dell’operatore incaricato, il loro container, seguono le foto dei container riportanti la sigla che si erano scambiati, nonché la foto con la posizione della nave in entrata al porto. Grazie alla manomissione dell’elenco dei container da controllare, il loro sarebbe stato subito spostato dal porto, come Riitano comunica a Gallace, insieme poi alle varie altre informazioni: i loro referenti avevano spostato e nascosto il container e nel corso della mattina successiva lo avrebbero aperto, estraendo i borsoni. Riitano conferma a Gallace che tutta l’operazione è andata a buon fine, che la sostanza è stata spostata dal porto, e che avrebbe dato indicazioni di nasconderla per qualche tempo ‘a Gioia’. Foto dei borsoni e dei panetti vengono trasmesse da Riitano e Gallace a garanzia delle informazioni che si stavano reciprocamente tutti trasmettendo.
Il buon esito della spedizione spinge tutti a organizzarne altre, così i colombiani aggiornano Riitano che sono pronti per una nuova spedizione da mille chilogrammi, e lui prospetta a Gallace come muoversi, individuando canali di vendita su Roma per 32mila al chilogrammo, ripromettendo comunque di organizzare l’affare con Aquino ed Alvaro. Riitano e Gallace iniziano ad interloquire sull’acquisto della sostanza da Aquino e poi sul prezzo da praticare, che si assesta sul costo di circa 28.500 euro per ogni chilogrammo, discutono anche dei vari programmi che tutti si erano dati: Alvaro lo avrebbe venduto a 30.500 euro, per poter poi procedere ad un nuovo investimento per 100 chilogrammi.
LEGGI ANCHE | Il business del clan Gallace di Guardavalle sulle armi: “Sparano che è una bellezza”
LEGGI ANCHE | Il cartello di Guardavalle: coca liquida, sub marini e 500 chili da Panama. La Cupola dei Gallace e il broker Kleopatra
LEGGI ANCHE | Narcotraffico internazionale sotto l’egida dei Gallace di Guardavalle, 59 indagati (TUTTI I NOMI)
LEGGI ANCHE | Maxi blitz antidroga della Finanza di Catanzaro, smantellata rete della cosca Gallace: 9 arresti e 59 indagati (NOMI-VIDEO)



