8 Gennaio 2026
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Calabria

Cocaina negli asparagi e viaggi tra Calabria e Perù: gli affari del clan Gallace con i Farao-Marincola

Nel cuore della Calabria jonica, il clan di Guardavalle stringe alleanze con la cosca di Cirò per importare droga , sfruttando imprese con sede in Germania e Nord Italia

La cosca Gallace non aveva stretto alleanze solo con le ‘ndrine del Reggino per il traffico di sostanze stupefacenti (LEGGI), ma anche con la famiglia Farao-Marincola di Cirò. E’ quanto emerge dalla richiesta di misura cautelare vergata dal sostituto procuratore Debora Rizza nell’ambito dell’inchiesta Kleopatra che ha sferrato un duro colpo alla famiglia di ‘ndrangheta di Guardavalle, portando all’arresto di 9 persone, tra capi e gregari del clan, disposti da gip distrettuale e all’avviso di garanzia per 50 indagati.

Pedinamenti e intercettazioni: gli incontri a Cirò

Le attività di intercettazione e di pedinamento della Finanza a cavallo tra l’ultima settimana di gennaio e la prima settimana di febbraio 2021 hanno consentito di ricostruire collegamenti tra le due cosche, attraverso gli spostamenti del broker della droga dei Gallace, Cesare Antonio Arcorace, spiato a bordo della sua auto su cui era installato un Gps. Gli investigatori ne hanno ricostruito il tragitto. Arcorace si reca a casa di Domenico Vitale, 49 anni, a Guardavalle e insieme percorrono la 106 jonica, direzione Crotone, per spostarsi a Isola Capo Rizzuto dove l’auto si ferma in corrispondenza di un’abitazione, per poi dirigersi a Cirò Marina. Entrano in un locale, vi sostano all’interno, escono e vanno via con la loro auto. Dalla struttura va via anche un altro uomo, alto, di corporatura robusta, con capelli brizzolati, sulla sessantina che si allontana con una Opel Mokka, risultata poi essere intestata alla moglie di uno esponente criminale del narcotraffico legato alla potente cosca Farao-Marincola di Cirò.

L’affare dei container e la cocaina nascosta

Dalla conversazione chat intercorsa il 25 gennaio 2021 tra Arcorace e Domenico Vitale, i militari riescono a risalire alle ragioni della trasferta. Il primo riferisce al sodale l’intenzione di parlare con una ditta “per vedere se ordina dal Perù”, alludendo ad un’impresa da utilizzare per effettuare un ordine di merce lecita che viaggiando verso l’Europa all’interno di un container a bordo di navi commerciali, avrebbe consentito all’organizzazione di importare droga. Successivamente il broker comunica al suo interlocutore che le persone con cui aveva interloquito erano i Farao di Cirò, i quali possiedono diverse ditte in Germania e in Italia: potevano acquisire una ditta nel Nord Italia per fare l’ordine e importare 10-15 container, ipotizzando di nascondere la cocaina negli asparagi con un tale Tiburon, identificato dagli inquirenti con Davide Frau, assassinato il 20 settembre 2022 in Perù.

I Farao in trasferta a Guardavalle

Dalle chat emerge che i Farao si recavano spesso nel comprensorio di Guardavalle per approvvigionarsi di sostanze stupefacenti e che uno di loro con cui Arcorace si era interfacciato era stato in carcere a Locri o a Crotone intorno al 1994 insieme a dei paesani di Guardavalle, detenuti per omicidio, riferendosi a Domenico Vitale, 57 anni, alias “U Gemello”, aggiungendo che lo stesso ha un figlio collaboratore di giustizia. Arcorace sostiene nelle conversazioni intercettate che i Farao possedevano una torrefazione a Cirò Marina, che lui ha visitato insieme a Vitale, di 49 anni, durante la trasferta nel Crotonese, come ricostruito dai finanzieri durante il pedinamento e ulteriormente scritto nero su bianco in un dialogo online intercorso tra i due.

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