Contrordine soldati , la riorganizzazione della Cittadella entrerà in vigore il 18 dicembre, non piu’ l’uno, come era stato annunciato lo scorso 1 novembre. Viene dunque prorogato l’assetto attuale che, in assenza di manifestazioni d’interesse e quant’altro, sarebbe crollato già lunedi facendo fuori gli attuali equilibri, ma soprattutto un pò di professionalità esterne sul cui futuro le idee evidentemente non devono essere chiarissime.
Tensioni interne e settori nevralgici
C’è poi la grana della nuova collocazione di diversi settori nevralgici che sta agitando le acque: nessuno accetta che il proprio santo venga spogliato per vestirne un altro. Sono, pertanto, giorni dove la presidenza sta operando col bilancino, ma è difficile accontentare tutti gli assessori e i dg. Seguiremo gli sviluppi.
Il nodo del sottogoverno
Ma se la riorganizzazione delle articolazioni amministrative della Cittadella spetta solo ed esclusivamente al governatore, il quale sull’argomento non accetta intrusioni dalle segreterie politiche, cosa accadrà invece sul fronte del sottogoverno? Non è un mistero che i partner della coalizione abbiano aperto al loro interno un focus sui gioiellini di famiglia regionali.
Gli enti più ambiti
Tra essi, spiccano Calabria Verde, Arpacal, Film Commission, Sacal e Arsac, con il primo fortemente ambito “e bisognoso di una guida piu’ politica”. Discorso diverso per Sorical, il gigante idrico, guidato dall’inamovibile Cataldo Calabretta, uomo di fiducia di Matteo Salvini, distintosi per aver nei fatti risollevato nell’ultimo quinquennio le sorti della società in stretta sinergia, va detto, con Roberto Occhiuto. Ciò non significa che tra i ranghi dirigenziali di Sorical non potrebbe registrarsi qualche sommovimento.
Gli intrecci con le decisioni della Cittadella
Molto dipende dalle decisioni imminenti che la Cittadella dovrà prendere sui dirigenti dei dipartimenti regionali. Radio regione, in proposito, non esclude che qualche dg attualmente esterno, potrebbe transitare proprio nel colosso idrico calabrese.
Il caso Aterp
Piu’ complicata la situazione di Aterp, ai cui vertici siede ancora Carmela Iannini, anche lei di estrazione leghista, ma con un futuro amministrativo in capo allo stesso ente tutto ancora da discutere, principalmente all’interno proprio del Carroccio calabrese, dove nel merito vi sono da contemperare più sensibilità. Per il resto, gli enti e le società sopra menzionate sono a guida sostanzialmente ‘presidenziale’.
Le pressioni degli alleati
Ed è proprio in esse che piu’ di un alleato vorrebbe essere coinvolto, non necessariamente con ruoli di dg o di amministratore unico. Si sa, le elezioni regionali sono state vinte agevolmente, ma ciò non significa che esse non abbiano mietuto vittime eccellenti nel centrodestra. Troppi sono i trombati, anche di rilievo, a spasso, per non costituire un problema di gestione politica. Tra essi , anche importanti professionisti in vari settori che si attendono adesso una sorta di ‘risarcimento’ per il sacrificio compiuto.
La politica di sempre
E’ la politica, bellezza, nessuno scandalo, solo regole politiche non scritte che si tramandano sin dai tempi di Pericle, il quale — sia detto per inciso — governava perché rastrellava voti e chiudeva accordi politici, mica per diritto divino.



