8 Gennaio 2026
5.8 C
Calabria

Riorganizzazione regionale: l’arte di trasformare l’apparenza in equilibrio di potere

Intanto cresce la curiosità — anche all’interno dei partiti — su chi dovrà prendere il posto di Luciano Vigna alla guida della Film Commission: la nomina da parte di Occhiuto è imminente e i rumors si moltiplicano

Come già anticipato da tempo, la riorganizzazione slitta ancora, ma intanto si muovono le pedine. Sono pronte, anche se non pubblicate, le prime manifestazioni di interesse del Dipartimento “Valorizzazione del Capitale Umano”, nome altisonante e pieno di promesse, ma che tradisce subito la realtà: si valorizza solo il capitale… esterno. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Per favore, risparmiateci la solita pantomima sul fatto che negli uffici regionali manchino professionalità interne adeguate: basterebbe leggere la decretazione degli ultimi anni per capire che la meritocrazia è un optional.

Nuove UOA, vecchie logiche

A rafforzare questa impressione, spuntano due nuove UOA dal 1° dicembre, giusto il numero necessario per aggiungere due nuove poltrone apicali. Perché, si sa, la vera strategia non è sistemica ma chirurgica: bisogna trovare la quadra tra dirigenti da accontentare e assessori da tenere a bada. Equilibri politici più che gestione amministrativa, insomma.

Turismo, Cultura e Identità Territoriale: un accorpamento che accorpa e basta

E parliamo di equilibri, perché la nuova struttura del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale è un buon esempio di come la “connessione” tra turismo, cultura e promozione dell’identità territoriale venga usata come pretesto per accorpare funzioni provenienti da diversi ex dipartimenti.

Così, si istituiscono UOA come “Sviluppo Sistemi Culturali” (dove rientrano biblioteche, musei, cinema e audiovisivo) e “Valorizzazione dei Beni Culturali e Rigenerazione dei Borghi Storici”. Peccato che la sostanza sembri più una lista della spesa che un piano organico: le competenze ambientali finiscono da una parte, la promozione turistica dall’altra, in un gioco di rimbalzi che più che semplificare rischia di complicare la vita agli operatori.

Film Commission: nasce il “mini-dipartimento” e cresce la tensione politica

Anche il turismo, per inciso, viene “potenziato” con la creazione di una Film Commission che si candida a diventare un mini-dipartimento a sé, data la mole di compiti e aspettative. A proposito, c’è grande curiosità sul nome del prossimo direttore della fondazione cinematografica. I bookmaker danno alta la possibilità che il presidente possa commettere un orrore amichettistico, vedremo.

Lavoro: più che una riforma, un riarrangiamento burocratico

Nel settore lavoro, la riorganizzazione tenta di riposizionare le funzioni tra politiche attive e gestione della crisi occupazionale, unificando servizi e creando settori dedicati alla formazione e all’accreditamento. Tutto bello sulla carta, ma nel concreto si ha l’impressione che più che un salto di qualità sia un riarrangiamento in salsa burocratica, fatto più per far quadrare i conti tra dirigenti, assessori e correnti di potere che per una reale risposta alle esigenze di lavoro e formazione.

Cambiano le strutture, non le logiche

Insomma, la riorganizzazione si presenta come una grande manovra in cui efficienza e strategia lasciano spazio alle logiche di spartizione delle poltrone, con qualche tocco di retorica sul capitale umano e sul sviluppo culturale per dare un’aria di novità. Ma dietro la patina, si muovono solo vecchi equilibri, antiche logiche di potere, e un’attenzione più politica che tecnica.

Alla fine, tra settori, UOA e asset strategici che si moltiplicano, si perde di vista il vero obiettivo: mettere in moto una macchina amministrativa capace di rispondere alle reali esigenze del territorio, dei cittadini e del lavoro.
Ma forse questa è solo una pia illusione.

ARTICOLI CORRELATI

Banner Bookmakers AAMS

ULTIME NOTIZIE