8 Gennaio 2026
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Calabria

Riccardo Tucci: “La Provincia di Vibo non si tocca e passare a Catanzaro non conviene. Ha debiti per 177 milioni di euro”

Il deputato M5S, tra una stilettata e una battuta, parla del caos Province, del fallimento del modello Del Rio, della sberla elettorale di ottobre: “In Calabria non intercettiamo il sentimento dei cittadini, dobbiamo costruire una rete di sindaci e amministratori”

“Mi raccomando, resta al senso di quello che ti dico, non travisare, eh, ca tu si pericolosu“. “Riccardo, ma che devo travisare che ancora non mi hai detto nulla?”, gli rispondo di primo mattino. Quando ha la luna storta, ti contesta pure un semplice buongiorno, sicchè diventa impresa quasi improba per il cronista fargli abbandonare la modalità cazzillosa o zillossa che adotta sia nei talk show, che in ampi tratti di vita di relazione.

Torna comunque a parlare Riccardo Tucci, deputato del Movimento 5 Stelle calabro, che pare avere un buon feeling con il salutare esercizio dell’autocritica, al quale, invece, sono allergici vari suoi colleghi conterranei. Dalla provincia di Vibo, alle prospettive del centrosinistra calabrese, passando per la tranvata elettorale di ottobre, che le segreterie hanno deglutito con la stessa facilità con cui si manda giù un tic-tac, bontà loro.

Onorevole Tucci, è indubbio che l’ente provincia di Vibo Valentia, negli anni, ha perso talmente tanta credibilità, anche per via di numerose inchieste giudiziarie, che alcuni movimenti territoriali del proprio territorio spingono per riaggregarsi a Catanzaro. Che tristezza..

“La provincia di Vibo negli ultimi anni, anche grazie ad un mio emendamento, che passó agli onori della cronaca come Salva-Vibo, ha intrapreso un percorso virtuoso di risanamento dei conti. Oggi i dati dicono che la Provincia di Vibo ha 18 milioni di euro di debito contro i 177 milioni di Catanzaro. Chiunque pensi che staccarsi dalla Provincia di Vibo sia la soluzione migliore per dare un servizio ai cittadini che oggi non hanno, deve fare i conti con questa banalissima domanda: davanti a questa mole di debito della Provincia di Catanzaro riuscirò a garantire i servizi migliori ai miei concittadini, rispetto a quelli di Vibo?”.

Il modello Del Rio è però fallito, su questo dubbi non possono esservene. Basti pensare che i cittadini da lustri “dialogano” con il fantasma della istituzione provincia, e non possono neanche piu’ votarne i rappresentanti territoriali perchè vige ormai un’ elezione di secondo livello condita da quella porcheria del voto ponderato.

“La legge del Rio è stata una iattura. Del Rio giustifica il fallimento col lavoro lasciato a metà, dovuto alla sconfitta al referendum costituzionale del 2016. Per quanto mi riguarda, era sbagliata dal principio e la sola idea della politica che vota se stessa fa allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni”.

Qual è la vostra proposta per le imminenti consultazioni provinciali?

“Abbiamo lavorato per una coalizione comune per dare un segnale di continuità anche con l’amministrazione comunale a Vibo, di fatto la coalizione progressista vibonese continua ad essere un esempio di compattezza che se replicato, alla lunga potrebbe dare i suoi frutti. Il M5s ha indicato due candidati all’interno della lista di cui uno di diretta emanazione del partito (Vincenzo La Caria) e l’altra, Ilenia Tulino di Mileto, proveniente dal civismo”.

Parliamo delle ultime regionali. State facendo un’analisi vera sulla sconfitta?

“L’abbiamo fatta sia in termini numerici che in termini politici. Dal punto di vista numerico il M5S ha per la terza volta di fila confermato un blocco (seppur piccolo) elettorale del 6,5%, con la differenza rispetto alle volte precedenti sul voto di preferenza, infatti ovunque i nostri candidati hanno aumentato (a volte addirittura triplicato) il consenso rispetto alle tornate precedenti, questo è un ottimo sintomo di maggiore radicamento, che ovviamente non basta, ma che ci indica che la strada è lunga ma giusta. Dal punto di vista politico invece, abbiamo dimostrato (compreso me) ancora una volta di non essere stati in grado di intercettare il sentimento dei cittadini calabresi, banalmente abbiamo necessità di creare una maggiore rete territoriale fatta da sindaci e consiglieri comunali che siano le sentinelle dei territori e siano in grado di portare le istanze dei cittadini ai livelli più alti. Su questo come Movimento 5 Stelle siamo tutti d’accordo e siamo consci che dobbiamo iniziare a lavorare in tal senso”.

Tucci, il campo largo è morto?

“Il campo largo è vivo e lotta insieme a noi (ride). Battute a parte, non esiste un campo largo, esiste una condivisione di intenti e di programmi, a Vibo su questo abbiamo dimostrato che le possibilità esistono e che basta solo saperle intercettare”.

Come valuta l’opposizione in consiglio regionale? Sarà migliore di quella soporifera del passato?

“A differenza del passato, è necessario che i capigruppo, di concerto con i coordinatori/segretari regionali, creino una voce unica sia all’interno del consiglio sia a livello mediatico, uno dei motivi della recente sconfitta è stato proprio quello di non essere riusciti a dimostrarsi alternativi al centrodestra a causa della mancanza di questa cabina di regia. Tridico deciderà a breve cosa fare, ma sono sicuro che il suo impegno per la Calabria continuerà a prescindere dalla decisione finale”.

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