8 Gennaio 2026
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La “rivoluzione” burocratica della Cittadella può attendere. Tutto rinviato per esigenze “organizzative” e giochi di opportunità

Dietro le motivazioni ufficiali il contesto racconta tutt’altro: scontri interni, corse alle stanze, figure esterne considerate “indispensabili” e un nuovo Dipartimento che rischia di diventare la porta d’ingresso per nomine già decise

La riorganizzazione prevista per il 1° dicembre risulta rinviata. Non è chiaro a quando né per quali motivi, ma un punto è certo: il 1° dicembre non avverrà alcuna modifica. Le motivazioni ufficiali richiamano generiche esigenze organizzative, mentre il contesto lascia intravedere scelte di opportunità più che reali necessità gestionali.

Il nodo degli esterni “indispensabili”

Il nodo sarebbe quello della urgenza al ricorso a figure esterne. Professionisti che emergono puntualmente nei passaggi decisivi, ritenuti imprescindibili per una macchina amministrativa che, in alcuni settori definiti strategici, continua invece a procedere con rendimento ridotto.
Siamo sicuri siano così indispensabili? Nel frattempo, all’interno, la redistribuzione di funzioni, stanze e postazioni prosegue in modo autonomo, con una riorganizzazione artigianale fatta di metri, scotch e iniziativa personale.

La guerra delle “suite” e le tensioni interne

A proposito di “suite”, ce ne sono sempre di meno e alcune sono state al centro di qualche litigio tra nuovi inquilini, che alle mosse tengono più della sostanza. Il punto è che dal 1° dicembre il Presidente potrebbe nominare esclusivamente dirigenti interni, i cosiddetti “Direggenti”: gli esterni avrebbero dovuto attendere. E no, non si può farli attendere.

Ma attendere cosa? La valutazione, a seguito di manifestazioni di interesse ed interpelli non ancora pubblicati, del nuovo Dipartimento per la Valorizzazione del Capitale Umano, denominazione di grande enfasi.

Il Dipartimento che dovrebbe valorizzare il personale… ma non lo fa

In teoria tale Dipartimento dovrebbe verificare preliminarmente la presenza di risorse interne idonee; in caso di esito negativo, considerare eventuali mobilità da altre amministrazioni; solo in ultima istanza ricorrere a professionalità esterne, ma soltanto quando le prime due opzioni risultano impraticabili. Nella pratica, però, queste fasi sono state già svuotate di contenuto dalla politica: è già noto quali dipartimenti saranno assegnati a soggetti esterni non sulla base di un’analisi delle competenze disponibili, ma in funzione delle persone da collocare.

Una contraddizione evidente, soprattutto considerando l’esistenza, all’interno dell’ente, di profili qualificati, con anni di esperienza e competenze specifiche. Cambiare nome a un Dipartimento per evocare la valorizzazione del personale e poi ignorare sistematicamente quel personale è un esercizio di retorica amministrativa difficilmente sostenibile.

Senza contare che il numero di dirigenti esterni è vincolato dalla normativa: se non esistesse tale limite, il ricorso all’esterno sarebbe ancora più esteso, smentendo definitivamente la narrativa sulla presunta carenza di professionalità interne.

“Valorizzazione del Capitale Umano”… o delle relazioni?

Il nuovo Dipartimento nasce con una denominazione che richiama formazione, crescita interna e meritocrazia. Tuttavia, nella concreta attuazione, sembra orientarsi più alla selezione di professionalità esterne che, paradossalmente, dovrebbero conoscere meglio dei dirigenti di lunga esperienza normativa, procedure e contrattualistica dell’ente.

Una situazione che solleva un interrogativo legittimo: quale capitale umano si intende realmente valorizzare? Quello dei dipendenti che operano da anni nella struttura, o quello proveniente da reti esterne che sembrano beneficiare di percorsi preferenziali? A questo punto, una denominazione più aderente alla realtà potrebbe essere: “Dipartimento per la Valorizzazione delle Relazioni Professionali”. La sigla DRP avrebbe quantomeno il pregio della trasparenza.

La Cittadella attende: riorganizzare o riallestire?

Intanto la Cittadella attende la conclusione della fase transitoria, mentre la credibilità degli annunci si assottiglia. Perché, più che riorganizzare, qui si riallestisce.

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