Da Torre di Ruggiero arriva un appello deciso: istituire un tavolo corilicolo regionale per affrontare le criticità che stanno mettendo in ginocchio la filiera della nocciola calabrese. L’invito è nato durante l’assemblea straordinaria del Consorzio Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria, un incontro che ha riunito produttori, tecnici, rappresentanti istituzionali e figure del mondo agricolo, tutti concordi sulla necessità di una risposta organica alle sfide del settore.
Alla riunione hanno aderito anche i Comuni di Torre di Ruggiero, Cardinale, Simbario e Chiaravalle, confermando pieno sostegno alla proposta. Il dirigente del Dipartimento Agricoltura regionale, Francesco Chiellino, ha espresso apertura al confronto, invitando il Consorzio a presentare contributi concreti da valutare nelle prossime settimane.
Un settore che cambia: tra clima imprevedibile e biodiversità fuori controllo
Il confronto è stato anticipato da un’analisi dettagliata della direttrice dell’Associazione nazionale “Città della Nocciola”, Irma Brizi, che ha evidenziato come l’intero comparto – dal Piemonte alla Sicilia – stia pagando duramente gli effetti del cambiamento climatico.
Brizi ha ricordato che già dieci anni fa era stato lanciato un allarme che oggi si è trasformato in emergenza reale: “Le oscillazioni climatiche non incidono solo sulla quantità, ma anche sulla qualità. La nocciola è identità dei territori: bisogna proteggerla partendo dai tavoli regionali”.
Il presidente del Consorzio, Giuseppe Rotiroti, ha spiegato come gelate primaverili, siccità e parassiti stiano causando cascola prematura e danni strutturali alle piante. Secondo Rotiroti, spostare la coltivazione in zone più fredde sarebbe improponibile: servono invece bandi dedicati all’irrigazione e procedure più snelle per l’uso delle risorse idriche.
La minaccia dei cinghiali, una calamità che non concede tregua
Tra i problemi più gravi denunciati dai produttori c’è la devastazione provocata dai cinghiali, ormai fuori controllo anche nei centri abitati. Rotiroti ha definito “sconfortante” assistere alla distruzione di interi raccolti dopo un anno di lavoro e ha proposto incentivi economici per ogni capo abbattuto, così da non gravare solo sul volontariato dei selettori.
Una posizione condivisa da Piero Martelli, socio fondatore del Consorzio, che ha lanciato un monito: “Siamo davanti a una scelta: restare o abbandonare. Da vent’anni denunciamo questo problema e non possiamo ritrovarci qui anche l’anno prossimo”. Anche Eugenio Fristachi, presidente del Comitato per il Contenimento del Cinghiale, ha ribadito la necessità di misure più incisive e immediate.
Agricoltura, norme e sicurezza: il settore chiede una svolta
Il vicepresidente dell’Ambito Territoriale Caccia Catanzaro 2, Francesco Maltese, ha richiamato i rischi legati alla crescente presenza di cinghiali anche lungo le strade, oltre che nelle campagne. Nel suo intervento ha evidenziato come le mutate abitudini alimentari degli ungulati – attratti dai rifiuti e dalle aree incolte – stiano contribuendo a una proliferazione senza precedenti.
Dal fronte agricolo, il direttore di Confagricoltura Calabria, Angelo Politi, ha auspicato una riforma della legge 157/1992, ritenendola ormai inadatta a garantire equilibrio tra tutela faunistica e needs dell’agricoltura. Politi ha inoltre richiamato l’urgenza di una gestione più attenta delle risorse idriche, sempre più preziose per fronteggiare gli effetti del clima.
Il ruolo dei territori: sindaci e istituzioni locali chiedono unità
I primi cittadini dei comuni presenti hanno sottolineato la necessità di un impegno condiviso. Il sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti, ha ricordato come il tema dei cinghiali sia irrisolto da due decenni, mentre il sindaco di Cardinale, Danilo Staglianò, ha rimarcato l’importanza di collaborazioni stabili per rilanciare la filiera.
Il sindaco di Simbario, Gennaro Crispo, ha evidenziato la volontà del proprio territorio di essere parte attiva nella tutela della Tonda Calabrese, mentre la vicesindaca di Chiaravalle, Pina Rizzo, ha richiamato la necessità di non chiedere ulteriori sacrifici a produttori già allo stremo.
Progetti, identità e prospettive future
La direttrice del Gal Serre Calabresi, Carolina Scicchitano, ha confermato il sostegno del Gal attraverso iniziative di cooperazione e progetti destinati alla commercializzazione di prodotti finiti. Guardando al futuro, ha aperto alla possibilità di avviare progetti pilota di agricoltura di precisione, utili a fronteggiare i cambiamenti climatici anche al di fuori delle misure Psr.
Il dirigente regionale Francesco Chiellino ha concluso riconoscendo il valore identitario del settore corilicolo e ha assicurato che il Dipartimento si farà portavoce delle richieste dei produttori presso l’assessorato all’Agricoltura.



