La FP CGIL Calabria replica al progetto del presidente Roberto Occhiuto, che immagina di aprire Centri per l’Impiego in Tunisia per formare manodopera destinata ai cantieri calabresi. Alla visione del presidente, il sindacato contrappone il proprio “sogno”, quello degli operatori dei CPI e dei disoccupati calabresi, che da anni attendono risposte e miglioramenti concreti. Per la FP CGIL, quella di Occhiuto sembra un’idea “a effetto”, lontana dalla realtà quotidiana degli uffici, su cui il sindacato ha più volte acceso i riflettori.
Un sistema appesantito e senza valorizzazione
La FP CGIL ricorda come, durante la scorsa legislatura, siano state denunciate ripetutamente le storture del sistema dei CPI. Nonostante il Piano di Potenziamento e l’inserimento di nuovo personale, gli operatori continuano a essere sovraccaricati da una mole crescente di attività, senza una struttura organizzativa chiara e senza riconoscimenti per il lavoro svolto. Il risultato è un settore che regge grazie all’impegno quotidiano degli addetti, pur rimanendo centrale per i cittadini.
Risorse ingenti, progressi minimi
Il sindacato sottolinea che, a fronte delle ingenti risorse economiche destinate ai CPI negli ultimi anni, non si registra alcun reale miglioramento. Le aspettative di crescita professionale restano disattese, mentre meritocrazia e trasparenza sono percepite come insufficienti. Si tratta, secondo la FP CGIL, di un modus operandi che alimenta disagi e una “guerra tra poveri”.
Fuga di lavoratori e condizioni insufficienti
La FP CGIL evidenzia come il presidente guardi alla Tunisia ma non affronti le cause della crescente fuga di personale dai CPI verso altri settori della Regione o verso altre amministrazioni, dove condizioni lavorative, possibilità di avanzamento e retribuzioni sono più adeguate. Emblematico è il caso delle Elevate Qualificazioni, la cui procedura risulta bloccata da sei mesi.
Sul fronte sicurezza, i CPI vengono descritti come uffici non sicuri, senza servizio di vigilanza nonostante ripetute richieste, ospitati in sedi inadeguate e privi della privacy necessaria a un’utenza spesso fragile.
Serve ascolto: i cittadini chiedono lavoro, non formazione infinita
Il quadro delineato è definito dal sindacato “preoccupante e desolante”. La FP CGIL invita Occhiuto a valutare da vicino le condizioni limite in cui opera il personale, costretto a garantire servizi a un’utenza sempre più insoddisfatta, che richiede opportunità lavorative concrete, non percorsi di formazione che restano senza sbocco.
Troppe, secondo la FP CGIL, le risorse spese in formazione inefficace rispetto alle reali esigenze del territorio.
Prima di immaginare l’esportazione di un modello fragile in altri Paesi, la Regione dovrebbe rafforzare e rendere funzionale il sistema dei CPI, valorizzando sia le professionalità storiche sia i nuovi assunti.
La richiesta della FP CGIL: un tavolo di confronto reale
La FP CGIL Calabria ribadisce la necessità di aprire un tavolo di confronto operativo per tutelare il benessere dei lavoratori e migliorare un servizio pubblico essenziale in una regione con uno dei tassi di disoccupazione più alti del Paese. Il sindacato auspica che l’avvio della nuova legislatura segni un cambio di passo, trasformando le dichiarazioni sulla disponibilità al dialogo in un confronto concreto, capace di utilizzare le risorse in modo efficace e realmente utile ai cittadini, non solo agli enti formativi.



