Alla fine dell’incontro di cartello tra Vibonese e Igea Virtus, residuano diversi dubbi: i siciliani avrebbero portato a casa l’intera posta in palio, se il portiere rossoblu non avesse commesso una clamorosa topica già dopo due minuti di gioco? Quanto ha inciso psicologicamente l’infortunio dell’estremo difensore sulla prestazione della Vibonese? Quanto e come lo sfortunato errore del giovane Marano ha plasmato l’approccio alla gara da parte dell’Igea Virtus? Qualunque risposta si dia a questi interrogativi, non v’è dubbio che un episodio del genere solitamente costringe ad una partita diversa da quella immaginata e preparata in settimana e impegna lo staff tecnico a rivedere i piani di gioco e di posizione in campo.
La resilienza della Vibonese e il dominio nel ossesso alla
Con un simile fardello iniziale la partita, per di più avendo di fronte la squadra che sta primeggiando sin dall’inizio del campionato, i rossoblu hanno preso gradualmente in mano il match, esercitando una supremazia nel possesso palla sempre più costante, ma incontrando per la prima volta in questo torneo un complesso coriaceo, ben organizzato, con singoli dai piedi buoni e, non da ultimo, spinti e incoraggiati da una calda tifoseria.
La carenza di soluzioni offensive: tra giro-palla e prevedibilità
Se, nonostante il singolare avvio del match, oggi sono venuti alla luce, non diciamo dei limiti, ma sicuramente degli aspetti da migliorare, tra i primi ci sono i tentativi di sfondare le linee avversarie, con una impostazione di gioco alquanto prevedibile e troppo insistita. Occorre, in altri termini, ingegnarsi di trovare delle alternative più efficaci, che non siano un estenuante, quanto sterile, giro-palla. E’ vero che la squadra ospite scesa oggi in campo al “Luigi Razza” era imbottita da calciatori di mestiere e ben messa in campo, ha praticato un pressing asfissiante e un gioco maschio, con il morale a mille per il torneo fin qui disputato, ma se contro queste squadre non si osa, variando il proprio usuale modulo di gioco, ben difficilmente si riesce a rendersi pericolosi.
Le ambizioni della Vibonese: non al livello delle prime in classifica
Un altro aspetto che è emerso riguarda le ambizioni del sodalizio vibonese: la squadra ha riscosso spesso applausi e apprezzamenti, in grado di gravitare nella zona play-off, ma non è realisticamente al livello delle prime in classifica, dimostratesi fino ad oggi più concrete e meno leziose. Quando non si riesce a scagliare un vero e proprio tiro nello specchio della porta avversaria, appigliarsi ad un arbitraggio censurabile rimane un esercizio sterile e finanche controproducente.
La crescente disaffezione e il ruolo del tifo nella prestazione
Infine, anche oggi si è dovuta registrare la crescente disaffezione dell’ambiente nei confronti della squadra della propria città, essendo mancato un tifo convinto e tangibile, che è componente determinante nel rendimento della squadra. Igea Virtus docet.


