8 Gennaio 2026
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Sandokan, la nuova serie Rai nasce anche in Calabria: location trasformate nella Malesia dell’Ottocento

Da oggi su Rai 1 il kolossal Lux Vide: paesaggi calabresi, tecnologia avanzata e un set internazionale per riportare in vita l’epica avventura di Salgari

Un’icona televisiva lunga cinquant’anni torna a ruggire. “Sandokan” approda da stasera  su Rai 1 e in 4K su Rai 4K, dopo la premiere alla Festa del Cinema di Roma. La serie evento prodotta da Lux Vide (gruppo Fremantle) con Rai Fiction rilegge in chiave contemporanea i celebri romanzi di Emilio Salgari, trasformandoli in un racconto epico pensato per un pubblico globale.

Un kolossal internazionale

Il progetto nasce da un’idea di Luca Bernabei e dalla collaborazione tra gli sceneggiatori Alessandro Sermoneta, Scott Rosenbaum e Davide Lantieri, guidati alla regia da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Fremantle curerà la distribuzione mondiale, mentre in Spagna sarà Mediterráneo Mediaset España.

Nel cast spiccano nomi di richiamo internazionale: Can Yaman nel ruolo di Sandokan, Alanah Bloor in quello di Marianna, Alessandro Preziosi come Yanez, Ed Westwick nel ruolo di Lord Brooke, Madeleine Price e John Hannah.

Produzione ad alto tasso tecnologico

La serie utilizza le tecniche più avanzate del settore: effetti visivi, sistemi digitali di ricostruzione scenica e un Ledwall a 360° per le sequenze in mare. Un impianto produttivo che combina tecnologia e scenografie reali, mantenendo in Italia il 90% delle riprese.

La Calabria trasformata in Labuan

Una parte centrale del lavoro è stata realizzata in Calabria, grazie al sostegno della Calabria Film Commission. Negli studios di Lamezia Terme è nata la riproduzione della colonia inglese di Labuan, con consolato britannico e rifugio di Singapore.

La regione ha offerto scenari naturali spettacolari: Gizzeria (laghi La Vota) per le zone paludose, Grotta del Palombaro a Tropea come approdo della Tigre della Malesia, Capo Vaticano e Grotticelle per le cavalcate, Le Castella, dove il castello aragonese è diventato un porto malese dell’Ottocento.

Un set diffuso che ha coinvolto centinaia di professionisti, generato un significativo indotto locale e sostenuto una produzione dal valore di 30 milioni di euro, di cui l’8% finanziato dalla Regione Calabria.

Un mito per il pubblico di oggi

Cosa può offrire oggi un eroe nato a fine Ottocento? La serie punta a risvegliare lo stesso spirito di avventura, ribellione e libertà che negli anni Settanta aveva conquistato milioni di telespettatori. Ma il linguaggio è nuovo: più stratificato, più moderno, pensato per una generazione abituata alla serialità internazionale.

Un ritorno che non vive di nostalgia, ma che prova a restituire Sandokan al suo ruolo originario: un personaggio universale, pronto a parlare anche ai più giovani.

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