Cento incendi solo tra venerdì e sabato. Un bilancio drammatico che ha messo in ginocchio il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Vibo Valentia, impegnato senza sosta con otto squadre operative e rinforzi arrivati da Lazio e Toscana. Le fiamme hanno colpito in modo particolare i comuni di Briatico, Stefanaconi, Filogaso, San Nicola da Crissa, Cessaniti, Francavilla e Jonadi, mandando in fumo ettari di macchia mediterranea.
Le squadre di Calabria Verde e della Protezione Civile hanno affiancato i pompieri, che hanno lavorato oltre 24 ore consecutive. Una vera emergenza regionale, che ha costretto il Centro operativo nazionale dei Vigili del fuoco a inviare moduli antincendio da fuori regione.
Vibo, evacuazioni e panico: sfiorata la tragedia a Joppolo
Nel Vibonese, le situazioni più gravi si sono registrate a Vibo città e a Joppolo. In località Olivarella è stato evacuato un complesso abitativo, mentre fiamme minacciose sono state segnalate in via Elsa Morante, contrada Cocari e località Silica.
A Joppolo, i Carabinieri della Stazione hanno messo in salvo un anziano allettato e sua moglie, in una casa lambita dal fuoco lungo la Strada provinciale 25. In località Coccorino, nove persone evacuate e linea ferroviaria interrotta per ore. Il sindaco Giuseppe Dato ha parlato di “inferno vero e proprio”, con gli operatori costretti a scegliere dove intervenire per primi e difficoltà a sistemare gli sfollati, vista l’alta stagione turistica.
Pinete e villaggi in cenere: emergenza anche a Nicotera e Drapia
Anche Nicotera è stata colpita: le fiamme hanno divorato parte della pineta e si sono avvicinate ai villaggi turistici, poi evacuati. Operazioni di spegnimento durate fino a ieri.
A Drapia, devastate le frazioni di Caria, Brattirò e Gasponi. La situazione resta critica e in continua evoluzione.
Calabria sotto assedio: il fuoco corre da Rossano a Tortora
Il fuoco ha devastato mezza regione. A Rossano, sulla costa ionica, un vasto incendio ha minacciato il centro storico, lambendo la chiesa di San Martino. Nell’Alto Tirreno, ad Aieta, è andata distrutta un’intera pineta.
Le fiamme si sono estese anche nel Savuto, Valle del Crati, Sila, Esaro e Sibaritide, alimentate da temperature record, vento forte e terreni aridi. A Tortora, una donna è rimasta gravemente ustionata cercando di salvare la propria abitazione. Situazione critica anche a Verbicaro, Buonvicino, Fuscaldo, Cetraro, Scigliano, e nelle aree montane di Belvedere e Scalea.
Plastica bruciata e fumi tossici: Gioia Tauro nella paura
A Gioia Tauro, il sabato notte si è trasformato in incubo. Una nube nera ha avvolto la città. Non era solo vegetazione: l’odore era quello di copertoni, plastica e rifiuti tossici bruciati. La zona della Ciambra è ritenuta la probabile origine: discariche abusive, degrado e totale assenza di controlli.
Il sindaco ha firmato un’ordinanza urgente, ordinando alla popolazione di restare chiusa in casa. Ma l’aria era irrespirabile. Il numero unico per le emergenze preso d’assalto, mentre sui social esplodono denunce e richieste d’aiuto: “Respiriamo veleno”.
Il bilancio aggiornata
L’allerta resta e questa mattina si contano 32 interventi in corso per roghi che interessano la vegetazione. A Catanzaro, continua ininterrottamente la ricerca di una persona scomparsa a Nocera Terinese dove sono impegnate unità vigili del fuoco in servizio ordinario, nucleo Cinofili Calabria; unità SAPR (Sistema Aeromobili a Pilotaggio Remoto) dei vigili del fuoco della regione Puglia. A Cosenza sono sei gli interventi in corso, a Crotone 5 e a Catanzaro 4. Nella provincia pitagorica criticità segnalate a Scandale dove opera una squadra Boschiva VVF, DOS (Direttore operazioni di spegnimento) e mezzo aereo Canadair. La situazione è sotto controllo. Infine, a Reggio Calabria si segnalano 12 interventi e 5 a Vibo Valentia.
Calabria Verde e Protezione Civile: risorse straordinarie in campo
«È un’estate infernale», ha dichiarato Giuseppe Oliva, commissario straordinario di Calabria Verde. In campo oltre 100 mezzi, 4 elicotteri, operai forestali, volontari, squadre speciali. «Molti roghi – afferma – si sviluppano in zone non manutenute, con vegetazione infestante o rifiuti infiammabili».
Dello stesso avviso Domenico Costarella, direttore della Protezione Civile regionale: «Origine quasi sempre dolosa o colposa, favorita da vento, alte temperature e bassa umidità del combustibile». Il programma “Tolleranza Zero” della Regione sta consentendo un monitoraggio attivo con droni, control room e 60 squadre operative distribuite sul territorio. Le autorità regionali confermano: la quasi totalità degli incendi ha origine antropica. Saranno intensificati i controlli. Chi brucia il territorio, verrà perseguito penalmente. E la Regione non farà sconti.



