7 Gennaio 2026
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Calabria

Tragedia sulla Statale 106 a Cassano, mons. Savino: “Non lasciate che sia la morte a dire l’ultima parola”

Il presule abbraccia nel dolore le famiglie di Chiara e Antonio: “Due giovani vite spezzate, ma il loro amore ora abita il cielo. L’amore è più forte della notte”

Dopo il terribile incidente stradale in cui hanno perso la vita due ventenni di Cassano all’Ionio, il Vescovo Mons. Francesco Savino ha diffuso una nota intensa e carica di compassione. Le parole del presule arrivano a una comunità sconvolta, costretta a fare i conti con una ferita profonda e improvvisa.

“Oggi il nostro silenzio pesa come una pietra”

Nel suo messaggio, Mons. Savino sottolinea come la morte di Chiara e Antonio abbia lasciato un vuoto assordante: “Non erano solo due nomi, erano vita che sbocciava, sogni in cammino, luce promessa a un domani che ora sembra oscurato”.

Eppure, aggiunge, anche nella notte più buia “resta una brace che non si lascia spegnere”, segno di un amore che continua nonostante tutto.

Il richiamo al Vangelo e al senso della perdita

Il Vescovo richiama il passo evangelico del chicco di grano, simbolo di una vita che, pur spezzata, continua a portare frutto. E invita a non scacciare il dolore, ricordando che anche Gesù “pianse davanti alla tomba dell’amico Lazzaro”, perché le lacrime non sono debolezza, ma “l’altra faccia dell’amore”.

“Non vi diciamo addio, ma a presto”

Mons. Savino descrive Chiara e Antonio “come due mani che si cercano nell’eternità”. Non una separazione definitiva, dunque, ma un legame che si ricompone in Dio: “Il vostro amore, nato tra le strade della nostra terra, ora abita il cuore stesso del Cielo”.

L’appello ai giovani e alle famiglie ferite

Il Vescovo rivolge un pensiero particolare a chi lotta tra la vita e la morte, chiedendo per loro “una tenerezza che guarisce” e la forza per rialzarsi. Alle famiglie, devastate dalla tragedia, chiede di custodire una “promessa più grande della morte”: quella di un incontro che sa di casa ritrovata.

“Lascio che sia l’amore a parlare”

Nelle ultime righe della nota, incalzano parole che cercano di sostenere una comunità smarrita: “Non lasciate che la morte pronunzi l’ultima parola. Lasciate che lo faccia l’amore, perché l’amore quando è vero si trasforma in eternità.” Mons. Savino affida infine Chiara e Antonio “alle mani del Padre”, invocando la benedizione del “Dio della vita”, affinché intrecci le lacrime di tutti con le sue e trasformi il dolore in un seme di speranza.

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