7 Gennaio 2026
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Calabria

“A Viale Isonzo tutti sanno, nessuno agisce”: scoppia la rabbia dei cittadini di Catanzaro. Telecamere mai installate

La Tazzina della Legalità denuncia l’immobilismo delle istituzioni su uno dei quartieri più critici della città. “Fiorita e il Comune dove sono? Vogliamo sicurezza, non slogan”

“Tutti sanno, ma nessuno interviene”. È l’accusa forte e diretta lanciata dall’associazione La Tazzina della Legalità, che torna a sollevare l’allarme su viale Isonzo, zona da tempo al centro delle cronache per episodi di degrado e criminalità, definita ormai da molti come la “Caivano di Catanzaro”. Il nodo della questione è la videosorveglianza, promessa da mesi ma mai attivata. “Alla mia domanda diretta sul perché le telecamere non siano ancora state installate, il prefetto Castrese De Rosa mi ha rimandato al Comune di Catanzaro“, denuncia l’associazione. “E allora adesso ci rivolgiamo pubblicamente al sindaco Nicola Fiorita: quando manterrete l’impegno preso con i cittadini?”

“Che fine ha fatto il comitato sulla sicurezza?”

Il gruppo civico, da anni impegnato a supporto delle forze dell’ordine e delle vittime di illegalità, punta il dito anche contro il silenzio istituzionale. “Non ci fermeremo – ribadiscono – continueremo a sollecitare le autorità finché non verranno rispettati gli impegni. Ci domandiamo che fine abbia fatto il comitato permanente sulla sicurezza per viale Isonzo, annunciato più volte e mai concretizzato. Non è più tempo di promesse a vuoto”.

L’appello a Wanda Ferro: “Si faccia portavoce della nostra richiesta”

Nel comunicato, La Tazzina della Legalità chiama in causa anche il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, storicamente vicina ai temi della sicurezza in Calabria. “Chiediamo all’onorevole Ferro di farsi nuovamente portavoce di questa battaglia e di vigilare sull’attuazione delle misure promesse. Le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte, mentre i cittadini continuano a vivere nella paura”. Il messaggio è chiaro: a viale Isonzo la situazione è nota a tutti, ma l’assenza di interventi concreti rischia di far precipitare il quartiere in un’emergenza senza ritorno.

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