7 Gennaio 2026
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Aquilani prima va giù duro: “Troppa superficialità, passo indietro è poco”. Poi l’augurio: “Ci serva da lezione”

Il tecnico del Catanzaro non cerca alibi e parla di apatia e mancanza di "fame" da parte della sua squadra. Ma guarda anche al futuro: "Bisogna tornare con i piedi per terra"

Dopo una striscia di tre successi consecutivi che avevano galvanizzato l’ambiente, il Catanzaro incappa in una caduta amara contro l’Empoli. La sconfitta è risultata particolarmente indigesta non tanto per il risultato in sé, quanto per come si è sviluppata la partita. Un’occasione clamorosamente mancata, come ha sottolineato l’allenatore Alberto Aquilani, palesando una delusione che non ha cercato di nascondere.

La rabbia del tecnico: “Un atteggiamento blando”

Aquilani è stato durissimo nell’analisi della prestazione della sua squadra. “Un passo indietro è poco, ne abbiamo fatti diversi”, ha affermato il tecnico, lamentando la totale assenza di quello “spirito e quella voglia” che avevano caratterizzato le precedenti vittorie. La sua rabbia si è concentrata sull’approccio mentale, definito “così blando, così superficiale” con la squadra che si limitava a fare il “compitino”. Il paradosso è cristallino: “Quando si abbassano i ritmi contro una squadra che si deve solo difendere, rischi di prendere gol, e l’abbiamo preso meritatamente. Era un’occasione troppo importante e non l’abbiamo sfruttata.”

Il paradosso della superiorità numerica

Il punto focale della critica di Aquilani è stata la gestione della superiorità numerica, che ha prodotto l’effetto opposto a quello sperato. “Siamo rimasti in undici contro dieci e invece sembrava il contrario. Forse era meglio se rimanevano in undici, perché sarebbe salita l’attenzione” sottolineando come la squadra fosse “apatica, abulica” e avesse tirato pochissimo in porta. Il tecnico ha espresso la frustrazione di aver assistito a una partita in cui “la palla sembrava pesare troppo”, arrivando a ipotizzare che “poteva durare due ore questa partita e non l’avremmo pareggiata”, nemmeno dopo aver provato a inserire “tutte le armi possibili”.

Lezione memorizzata: “Dobbiamo tornare umili”

Nonostante la delusione, Aquilani cerca di mantenere un certo equilibrio sul bilancio generale di questo scorcio di campionato. “Se dopo Padova ci avessero detto che avremmo fatto tre vittorie e una sconfitta, tutti avremmo firmato. È un campionato livellato, fatto di alti e bassi”.

Il messaggio alla squadra è stato inequivocabile: “Mi auguro che questa partita diventi un insegnamento. Noi i ritmi non possiamo abbassarli. Dobbiamo tornare umili, sapere che siamo una squadra che deve lottare. Non abbiamo giocatori che da soli ti fanno vincere le partite, quindi serve più fame“. Sul fattore mentale, ha ammesso che le tre vittorie in una settimana potrebbero aver pesato, ma la vera frustrazione deriva dall’incapacità di capire “cosa avessero in testa i ragazzi” e dall’opportunità gettata al vento.

Infine, in merito alla sosta del campionato, Aquilani ha concluso con un desiderio inatteso: “Io vorrei giocare domani” ma ha ribadito la sua prospettiva bilanciata: “non eravamo fenomeni ieri e non siamo brocchi oggi. Mi auguro solo che questa sconfitta ci serva da lezione”.

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