8 Gennaio 2026
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Calabria

“Mamma Natuzza, sono ammalato”: il grido di fede che unisce anime e dolore

Da ogni angolo del mondo continuano ad arrivare preghiere e richieste di intercessione alla Mistica di Paravati. “Chiediamo e ci sarà dato. Bussiamo e ci sarà aperto”

Chiediamo e ci sarà dato. Bussiamo e ci sarà aperto“. Per ogni cristiano è una certezza.
Mamma Natuzza mia moglie è malata di tumore. Mamma Natuzza mio marito ha avuto un incidente stradale ed è rimasto paralizzato. Mamma Natuzza mio figlio è stato colpito dalla Sla. Mamma Natuzza mia madre è stata colpita da un ictus. Mamma Natuzza mio figlio è stato ammazzato come un cane davanti alla porta di casa. Mamma Natuzza mio marito è in carcere e abbiamo difficoltà economiche. Mamma Natuzza siamo tutti ai tuoi piedi per chiederti con fede di pregare per noi.”

Per anni — e continueranno per secoli — queste richieste alla Mistica di Paravati hanno attraversato mari e continenti, trasformando quel piccolo borgo calabrese in un punto di riferimento spirituale universale.

“Mamma Natuzza sono ammalato”: un grido d’amore e speranza

La frase “Mamma Natuzza sono ammalato” è un grido di aiuto che racchiude la sofferenza e la speranza di chi vive il dolore. È una richiesta che fa riferimento alla Serva di Dio, una Mistica cattolica conosciuta e amata per le sue esperienze spirituali e per la sua intercessione nei confronti di chi soffre. “Mamma Natuzza sono ammalato” non è solo un’invocazione simbolica: è un messaggio reale, che migliaia di fedeli inviano o sussurrano con fede nei momenti più bui. Un atto di abbandono e fiducia, che continua a legare la terra al cielo.

La Mistica di Paravati

La Serva di Dio Natuzza Evolo è una santa donna calabrese che ha avuto visioni di Gesù, della Madonna e dei defunti. È nota per le sue esperienze mistiche, per le stigmate e per la capacità di accogliere chiunque bussasse alla sua porta, con amore di madre e ascolto profondo.

Migliaia di persone si sono rivolte — e continuano a rivolgersi — a lei con preghiere per chiedere aiuto nelle difficoltà, soprattutto nei problemi di salute.
La frase “Mamma Natuzza sono ammalato” riflette esattamente questa devozione, questa fede semplice ma incrollabile nel potere della preghiera e nell’intercessione della Mistica di Paravati.

La Chiesa e la santità di Natuzza Evolo

Natuzza Evolo, con amore di madre, ha sempre interceduto in casi di guarigioni difficili. La sua vita è stata un cammino di sofferenza, dono e preghiera, e la Chiesa cattolica riconosce in lei i segni di santità di una donna meravigliosa, che ha regalato la sua vita alla cura delle anime più fragili. Oggi, a sedici anni dalla sua morte, la sua voce risuona nei cuori di chi continua a invocarla. Perché in Calabria, e non solo, dire “Mamma Natuzza sono ammalato” significa ancora non sentirsi soli.

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