8 Gennaio 2026
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Mamma Natuzza, sedici anni dopo: l’incontro dei cuori e la fede che non muore

Migliaia di fedeli si preparano a raggiungere Paravati per rendere omaggio alla Serva di Dio. Il suo Santuario è divenuto un faro di fede mondiale e un luogo dove la preghiera si fa speranza e convivenza civile

Il 16esimo anniversario della morte di Mamma Natuzza è un incontro di occhi che si guardano, di cuori che si perdonano e di preghiera che costruisce nuovi spazi di convivenza civile. A Paravati, per sabato prossimo, sono attesi migliaia di figli spirituali della Serva di Dio, che ardono dal desiderio di inginocchiarsi davanti alla sua tomba per chiederle grazie e protezione. Tra loro, tanti giovani, che nel grande cuore della Mistica hanno trovato accoglienza e amore.

“Stiamo loro vicini”: l’allarme di Mamma Natuzza per i giovani

Prima che Natuzza Evolo “chiudesse gli occhi al mondo”, aveva lanciato un vero e proprio allarme per i rischi che, ancora oggi, corrono i giovani: “Stiamo loro vicini perché sono con i piedi sul baratro.”
Parole che suonano come una profezia. Mamma Natuzza ci aveva avvertiti. Ma noi adulti, in questi sedici anni, cosa abbiamo davvero fatto per loro? Interroghiamoci, perché la sua voce resta un monito che attraversa il tempo.

Un’attesa che si fa preghiera

L’attesa per il 16esimo anniversario della morte di Natuzza Evolo si fa sempre più commovente, anche per la sua crescente fama mondiale, specialmente in vista della ricorrenza del primo novembre. Il Santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime apre le sue porte a migliaia di pellegrini, diventando un luogo di raccoglimento e preghiera condivisa. La sua figura continua a suscitare una devozione profonda, capace di unire credenti da ogni parte del mondo.

Paravati, cuore della fede e meta di pellegrinaggio

Il Santuario di Paravati, dedicato alla Mistica, è oggi uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio del Mezzogiorno. Qui si incontrano fede, silenzio e speranza, in un dialogo continuo tra il cielo e la terra. L’anniversario della sua morte è un’occasione di unità spirituale: migliaia di devoti si ritrovano ogni anno per pregare insieme, rinnovando il legame con la Serva di Dio che, con semplicità e amore, ha saputo parlare al cuore di tutti.

Il primo novembre: il giorno della memoria e della grazia

Il primo novembre non è solo la ricorrenza di una data, ma un giorno sacro per l’intera comunità di Paravati. È il momento in cui Mamma Natuzza viene ricordata come testimone di amore, umiltà e fede, una donna che ha trasformato la sofferenza in missione spirituale. Ogni anno, momenti di preghiera e riflessione uniscono i fedeli nella certezza che la sua presenza spirituale non si è mai spenta.

Una santità che parla al mondo

Sedici anni dopo, la fama di Mamma Natuzza ha varcato i confini della Calabria e dell’Italia. Pellegrini da ogni parte del mondo giungono a Paravati per cercare conforto, guarigione e speranza. Il suo messaggio, semplice e universale, continua a ispirare: “L’amore è l’unica medicina per il dolore del mondo.”
E nel silenzio del suo Santuario, tra lacrime e sorrisi, il miracolo più grande è forse proprio questo: la fede che non muore.

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