7 Gennaio 2026
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Calabria

Cooperativa Valle del Marro di nuovo “nel mirino”, Libera denuncia: “Rischio per lavoro, legalità e futuro del territorio”

Furti di agrumi dopo gli incendi: allarme sulle aziende dei beni confiscati, Colpita ancora la realtà simbolo del riscatto dai clan

La Cooperativa Valle del Marro – Libera Terra, impegnata nella gestione dei terreni confiscati alla ’ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, torna sotto pressione. Dopo gli incendi dolosi dell’estate, i soci devono fare i conti con un nuovo colpo: il furto di un ingente quantitativo di agrumi destinati alla grande distribuzione. Un danno pesante che rischia di compromettere la sostenibilità economica dell’azienda e, con essa, la stabilità dei lavoratori e delle loro famiglie.

L’attacco al lavoro pulito

Afferma Libera Calabria: “Non è solo un affronto economico. A essere colpita è l’idea stessa di impresa etica, di lavoro onesto e dignitoso, fondamento dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata. Colpire queste realtà significa tentare di frenare un modello che sottrae territorio, prestigio e profitti alla ’ndrangheta, restituendoli alla comunità”.

Il valore simbolico dei beni confiscati

Dice ancora Libera: “La Cooperativa rappresenta una delle esperienze più emblematiche del riutilizzo sociale dei beni confiscati, un pilastro dell’azione antimafia in Calabria. È qui che si intrecciano prevenzione, cultura della legalità e sviluppo sociale: elementi che disturbano chi vede nella conquista del territorio e nell’accumulo di capitali le basi della propria forza criminale”.

Allarme per la sicurezza delle aziende sociali

Aggiunge Libera: “Gli episodi degli ultimi mesi devono essere considerati un campanello d’allarme. I beni confiscati sono presìdi di legalità e, proprio per la loro natura, luoghi sensibili che necessitano di tutela costante. Garantirne la sicurezza significa proteggere un percorso di riscatto collettivo che coinvolge istituzioni, cittadini e associazioni”.

Una responsabilità collettiva

La segreteria regionale di Libera Calabria richiama tutte “le componenti del territorio a non lasciare sole queste realtà. Sostenere chi lavora per trasformare beni sottratti ai clan in spazi di cittadinanza attiva è un dovere civile e morale. La storia della Valle del Marro è un tassello fondamentale di questa speranza: un cammino che non può essere interrotto da intimidazioni e violenze”.

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