Nel Duomo di Squillace, sabato 29 novembre, le arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e Ravenna-Cervia hanno sancito un inedito gemellaggio ispirato alla figura di Cassiodoro, lo statista e umanista nato a Squillace intorno al 485 e protagonista della vita istituzionale e culturale della Ravenna tardoantica. Una figura, la sua, capace di intrecciare fede, cultura, dialogo e apertura in una visione che continua a parlare al presente.
Un ponte tra territori
Alla cerimonia erano presenti gli arcivescovi Claudio Maniago e Lorenzo Ghizzoni, insieme a numerose autorità civili ed ecclesiastiche, tra cui il Superiore generale della Società San Paolo, don Roberto Ponti. L’incontro ha sottolineato come il gemellaggio non sia un semplice atto istituzionale ma un segno di speranza: recuperare la lezione cassiodorea significa proporre alle comunità un modello che unisce comunione, dialogo e collaborazione.
Riconoscimenti alle eccellenze
Durante la giornata sono stati assegnati premi a personalità impegnate nella promozione del patrimonio cassiodoreo: Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Lecce; Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace; Francesco Milito, vescovo emerito di Oppido Mamertina-Palmi.
Conferite anche le “Targhe d’onore al merito – Squillace 2025” ai gruppi imprenditoriali Caffo, Callipo, Dedoni e a Santo Versace, oltre a un premio speciale al prefetto Castrese De Rosa. Le Targhe dell’amicizia sono state attribuite ai sindaci di Squillace e Stalettì, Enzo Zofrea e Mario Gentile.
Accordi per una valorizzazione condivisa
Contestualmente sono stati firmati accordi tra l’Associazione “Cassiodoro il Grande”, guidata da don Antonio Tarzia, e le amministrazioni comunali di Squillace e Stalettì.
Obiettivo: promuovere in modo coordinato il valore storico, spirituale e culturale del grande umanista calabrese e del suo progetto del Vivarium, antenato delle moderne biblioteche e dei centri di sapere.
Nord e Sud, una fraternità possibile
Il patto tra Calabria e Romagna assume il significato di un gesto controcorrente in tempi segnati da distanze e contrapposizioni. Riscoprire Cassiodoro significa far rivivere una tradizione in cui la fede si fa custode del sapere, del dialogo e della bellezza.
Un invito a costruire ponti, non muri, e a trasmettere alle nuove generazioni il valore di un’eredità che ancora oggi orienta verso un futuro di armonia e speranza.



