Un colpo ad alto impatto ha scosso questa mattina l’A2, nei pressi di Bagnara Calabra. Un gruppo di circa una decina di rapinatori armati ha intercettato un furgone portavalori, utilizzando due auto rubate per bloccare la carreggiata nord. Le vetture sono state incendiate, trasformando il tratto in un vero e proprio imbuto senza vie di fuga.
Le fiamme hanno investito anche il portavalori, danneggiandolo gravemente e causando la combustione di parte del contante trasportato. Le stime sul denaro distrutto o sottratto restano al momento incerte e saranno definite solo dopo verifiche tecniche approfondite.
Indagini in corso: esperti e organizzati
Sul posto hanno operato gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati da Gianfranco Minissale, insieme alla Polizia Stradale di Palmi, sotto il coordinamento della Procura di Reggio Calabria. Gli inquirenti sottolineano la precisione e determinazione dell’azione, segno di un commando ben addestrato e capace di operare con tempismo e coordinamento.
Le indagini si concentrano sugli ambienti criminali della zona tirrenica, con attenzione verso giovani pregiudicati legati alle cosche di Sinopoli, Melicuccà e Sant’Eufemia d’Aspromonte. Non si esclude però la presenza di nuove leve delle famiglie reggine, mentre la Procura mantiene il massimo riserbo.
Il dibattito sulla sicurezza nel trasporto valori
L’assalto ha rilanciato la questione della sicurezza nella vigilanza privata. In un comunicato congiunto, i sindacati Cgil, Cisl e Uil condannano il gravissimo episodio e esprimono solidarietà ai lavoratori coinvolti, sottolineando il rischio elevatissimo cui sono esposti quotidianamente.
Secondo i sindacati, l’episodio conferma la fragilità strutturale del comparto, spesso privo di strumenti e protezioni adeguate, e solleva una questione di responsabilità istituzionale per garantire standard di sicurezza più alti e una maggiore tutela dei lavoratori.
Danni ingenti e scenario in evoluzione
Le operazioni di rimozione dei veicoli incendiati sono durate ore, mentre proseguono gli accertamenti tecnici sul luogo della rapina. Una certezza emerge dagli elementi raccolti: si tratta di un colpo organizzato, eseguito da un gruppo con conoscenza del territorio e capacità operative non comuni.
Il bilancio economico dell’assalto, tra denaro sottratto e denaro bruciato, potrebbe rivelarsi ancora più pesante di quanto stimato inizialmente, lasciando aperti interrogativi sul futuro della sicurezza nel trasporto valori in Calabria.


