Il Cosenza cade allo Zaccheria in una serata che, fin dai primi minuti, ha avuto il sapore della “partita storta”. Una disattenzione iniziale ha spalancato la porta al vantaggio del Foggia, poi due rigori sbagliati e una serie di episodi hanno alimentato un racconto che sembra scritto dalla sfortuna.
E quando la luna gira storta, lo si sa: proprio non deve andare. È stata una gara convulsa, nervosa, in cui i Lupi hanno costruito tanto ma raccolto pochissimo, sprecando una grande occasione per la classifica alla vigilia del match tra Benevento e Salernitana.
Buscè: “È successo di tutto, di più. Ma queste partite vanno vinte”
Antonio Buscè prova a tenere il timone dritto anche nella notte più complicata: “Sono partite strane, dove alla fine non te ne va una dritta, nonostante noi siamo stati bravi” afferma il tecnico. “Quando affronti squadre così, è normale che escano partite chiuse, sporche, con loro pronti a ripartire”.
Il rammarico è evidente, perché nonostante gli episodi contrari il Cosenza ha rischiato pochissimo dietro: “Siamo stati bravi a non prendere il secondo gol. Poi la partita l’avete vista tutti: è successo di tutto, di più”.
Garritano sbaglia due volte dal dischetto, Perucchini si erge a protagonista, la palla non ne vuole sapere di entrare. Ma Buscè non cerca alibi: “Quando questi episodi ti vanno contro, qualcosa ti è mancato. Non ci sono scusanti, bisogna accettarlo”.
Un’occasione pesante gettata via
Più della sconfitta, pesa la sensazione di aver sprecato una chance enorme. In un campionato lungo, fatto di dettagli e momenti chiave, notti come quella di Foggia possono incidere davvero. “È un peccato, perché sono quelle opportunità che dovresti sfruttare” ribadisce l’allenatore.
Era la partita giusta per fare un salto, per mettere più pressione alle due big che si affrontano stasera. Invece, il Cosenza è tornato a casa con zero punti e molta amarezza.
Sperare che il peggio sia passato, ma anche capire dove migliorare
Una cosa è certa: il Cosenza sapeva bene che il campionato di Serie C è fatto di partite sporche, complicate, bloccate, dove spesso conta più la concretezza che la qualità. Eppure, a quanto pare, i Lupi fanno ancora fatica ad affrontarle nel modo giusto, soprattutto se confrontate con le prestazioni offerte contro avversari più importanti e “di palleggio”.
È questo, forse, il vero nodo su cui riflettere. Perché in una stagione dove ci sono più Foggia e meno Benevento, il Cosenza deve imparare a leggere meglio proprio le gare in cui è chiamato a fare la partita, mantenendo freddezza, cattiveria e capacità di colpire al momento giusto.
La speranza, adesso, è che tutto il negativo sia stato consumato in una sola notte, una sorta di pedaggio pagato alla sfortuna. Da qui in avanti servirà trasformare il rammarico in maturità. Perché queste gare, sporche e decisive, sono quelle che fanno davvero la differenza in un campionato lungo e insidioso.



